Crescere un atleta olimpico: Gregorio Paltrinieri

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Il team migliore per vincere una gara? Quello composto da una mamma con il proprio figlio, specie se Lei è una donna forte e determinata e Lui uno degli atleti più apprezzati al mondo. Così è per Gregorio Paltrinieri e sua mamma Lorena, ambasciatori in Italia dell’iniziativa «Grazie di cuore, Mamma» promossa da Procter & Gamble in occasione dei Giochi Olimpici Rio 2016.

Un appuntamento speciale a cui anche Gregorio, stella del nuoto che a 21 anni ha già 7 ori in tasca, fra mondiali ed Europei, arriverà accompagnato da mamma Lorena, «perché - assicura - molto di ciò che sono oggi lo devo a mia madre. La voglia di impegnarmi al massimo in tutto ciò che faccio, l'ho presa da lei». «Lei, che mi è sempre stata accanto fin da piccolo, anche se non sapeva nuotare - chiarisce nel video di presentazione dell'iniziativa -. Averla sempre saputa al mio fianco mi ha fatto benissimo. E questo è uno dei migliori ricordi che ho di lei».

 

«Aveva 4 mesi, subito dopo la prima vaccinazione l'abbiamo portato in piscina - ricorda Lorena - in acqua è stato subito molto bene, non a caso, a 6, 7 anni faceva già agonismo. Per me, vederlo gareggiare è un'emozione indescrivibile, tachicardia allo stato puro. Ricordo ancora la sua prima vittoria: io e suo padre eravamo in tribuna, aveva sempre gli occhi puntati su di noi, fece una gara bellissima».

 

«Mia mamma si fa prendere moltissimo dalle emozioni, quando vinco impazzisce. E quando non faccio dei tempi eccezionali, invece, cerca di rassicurarmi. Credo sia un'attitudine genetica delle mamme - riprende Gregorio - anche se sbagli qualcosa, cercano di rassicurarti, di dirti che poi non è andata così male, alla fine sei stato bravino lo stesso, anche se non è vero».

 

«Due o tre anni fa a Herning proprio non era in forma, è arrivato settimo o ottavo, un tempo disastroso, gli ho detto che una sconfitta ci può stare e che sarebbe riuscito a fare meglio la prossima, impegnandosi di più» - gli fa eco mamma Lorena, a cui ancora trema la voce ripensando, invece, al mondiale di Barcellona: «Quando ha vinto ho capito che ce l'avrebbe fatta, lui mi ha guardata e mi ha detto "Mamma sì, questa è la strada giusta per me"».

 

«Era quello che speravo da sempre, ne parlavo con mia mamma fin da piccolo: volevo fare i mondiali e vincerli. Sentivo di potercela fare. Così sono saltati fuori tutti i ricordi di una vita... è stato bello. Ed è stato anche merito suo. Mia mamma - conclude il campione

 

- si impegna tantissimo ogni giorno in quello che fa e la determinazione che oggi mi guida nel diventare il migliore, credo proprio di averla presa da lei».

 

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