la scuola sta finendo sos pagelle

La scuola sta finendo: SOS pagelle

Dopo un anno di fatiche sui banchi di scuola, nostro figlio riceverà tra poco la sospirata (o temuta) pagella finale. Si tratta di un importante momento di verifica, che tutta la famiglia dovrebbe affrontare in maniera serena ed equilibrata, soprattutto se i voti lasciano un po’ a desiderare. La parola d’ordine? Niente drammi.


Non esageriamo con la severità, cerchiamo di individuare le ragioni del suo scarso rendimento e, ovviamente, il modo migliore per rimediare.

Perché quelle insufficienze?
Molti fattori possono incidere negativamente sui risultati scolastici di un bambino o di un ragazzo: capita spesso che fatichi ad abituarsi al passaggio dalle elementari alle medie o dalle medie alle superiori, e che si senta smarrito di fronte a un nuovo ambiente, a nuovi compagni e a nuovi metodi d’insegnamento. Potrebbe inoltre essere eccessivamente distratto dalla pratica di troppe attività extrascolastiche. Non dimentichiamo poi che potrebbero averlo portato sulla cattiva strada un clima familiare poco sereno o persino il bisogno di essere accettato da altri compagni che vanno sempre male a scuola.

No alle punizioni, sì al dialogo
Qualunque sia la causa dell’insuccesso, evitiamo di colpevolizzarlo troppo. Non facciamo paragoni con i suoi compagni di classe più brillanti e non ricorriamo a ricatti e minacce: altrimenti, invece di sensibilizzarlo sull’importanza dello studio, finiremo per renderlo più ansioso e insicuro. Piuttosto, invitiamolo a spiegarci qual è, secondo lui, la causa delle sue difficoltà nelle materie in cui non eccelle. E, se tende a perdere la concentrazione, aiutiamolo a studiare con maggior impegno. Inoltre, cerchiamo di dargli tutta la nostra fiducia e il nostro sostegno: incoraggiamolo sempre quando s’impegna e valorizziamo ogni suo progresso, anche se minimo.  

Voti più alti con lo sport
Per migliorare il rendimento scolastico di nostro figlio, potrebbe essere utile anche fargli praticare regolarmente uno sport, ma non a livello agonistico. Il motivo? L’attività fisica favorisce un maggiore afflusso di sangue al cervello, a tutto vantaggio dell’ippocampo e di altre aree cerebrali responsabili dell’apprendimento e della memoria.

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