Bambini e TV

Bambini e TV

Come aiutare i figli a gestire le informazioni e i messaggi lanciati dai media (tv)


Ormai non c’è abitazione in cui non ci sia un televisore. Fin dai primi anni di vita, i nostri bimbi si abituano alla presenza di questo elettrodomestico capace di attrarli e intrattenerli, non solo per semplice divertimento ma come idealizzazione e apprendimento del cosiddetto “mondo dei grandi” .

La televisione tra i vari mass media uno dei più potenti: propone notizie, informazioni ma anche modelli di comportamento e personaggi. Questo fa sì che (come il gioco, la scuola, gli amici e lo sport) anche la tv possa aiutare i bambini a crescere. Allo stesso tempo, grazie alla grande capacità nel trasmettere messaggi, la TV può condizionare le conoscenze, il modo di pensare e di vedere la realtà. E questo è un aspetto a cui prestare attenzione soprattutto quando a guardarla sono i bambini, così sensibili ad ogni tipo di stimolo.

I nostri piccoli, soprattutto quando sono in età prescolare, non sono predisposti a capire totalmente quello che vedono in tv ma nel contempo sono tutt’altro che “impermeabili”. Come spiega la psicologa e psicoterapeuta Flavia Facco (docente dell'Università degli Studi, a Milano) percepiscono, per intuizione, l’emotività delle immagini. Se lasciati soli di fronte a telegiornali, fiction e fatti di cronaca, pur non cogliendo il significato di ciò che viene detto, ne colgono la tonalità emotiva, il senso profondo. Anche perché è proprio nella fase di acquisizione del linguaggio che il bambino è molto attento alle frasi e dei discorsi che sente intorno a sé.

È indispensabile, quindi, seguire alcune semplici regole per evitare di sottoporli a un assorbimento passivo di messaggi troppo complessi o carichi di tensione:

- affianchiamo i bambini nella visione, guidandoli a una comprensione corretta di ciò a cui stanno assistendo

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- evitiamo il più possibile che vedano programmi fuori dalla fascia protetta o non studiati appositamente per loro

- educhiamoli a giocare anche all'aria aperta, un contesto che contribuisce a formare esperienze importanti di autonomia e libertà come sostiene Anna Oliverio Ferraris (docente di Psicologia dell'età evolutiva all'Università degli studi di Roma "La Sapienza", nonché autrice di libri come “TV per un figlio”, edito da Laterza)

- stimoliamoli a “leggere” libri. Dapprima guardando le figure e facendosi raccontare le fiabe e poi, crescendo, con l’autonomia della lettura che hanno conquistato a scuola

- per tutta l’età prescolare, limitiamo il più possibile la visione dei TG e dei programmi di cronaca, soprattutto se i bimbi sono da soli. In caso contrario, aiutiamoli a comprendere ciò che succede nel piccolo schermo traducendo i fatti narrati in un linguaggio adatto alla loro sensibilità.

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