Vacanze senza limiti

Vacanze senza limiti

Il racconto di viaggio di una delle nostre editor alla scoperta di Cuba, con i mezzi classici e perfino in bicicletta. E a suon di pedalate anche il fisico è contento. Angoli dell’isola caraibica che si aprono in modo nuovo e inatteso, perché vissuti con uno spirito diverso. I turisti che si stanziano nei villaggi per arrostire al sole senza vedere un metro d’isola non sanno cosa si perdono!


L’estate scorsa ho rinunciato alla solita vacanza al mare tutta aperitivi e comodità, ho deciso per la prima volta nella mia vita di partire per un’avventura. La meta? Cuba, da turista disorganizzata. Ho convinto alcuni amici a unirsi con vane promesse di relax e siamo partiti con un bagaglio leggero. Arrivati a destinazione, tutti hanno scoperto il mio inganno: avevo prenotato solo l’albergo all’Avana. In poche parole… eravamo liberi.

Nei primi due giorni abbiamo girato in lungo e in largo la capitale, in bici e con i coco taxi. Ci siamo spinti fino al Castello del Morro e alla Casa de Fuster, incredibile e colorata. Siamo poi andati all’Habana Vieja (Avana Vecchia), dichiarata patrimonio dell’umanità, lì siamo stati tutto il tempo con il naso all’insù: i colori dei palazzi stregano lo sguardo e i monumenti barocchi lasciano a bocca aperta. Imperdibili la Catedral e la sua Plaza, il Gran Teatro, la Plaza Vieja e tutti i luoghi che li circondano. Il cibo? I Paladares sono ovunque, in questi piccoli ristoranti privati abbiamo mangiato divinamente e con pochi dollari.

Ci siamo spostati in autobus fino a Matanzas, la Venezia di Cuba, ben 17 sono i ponti per questa piccola città. Lì abbiamo deciso di riprovarci: siamo andati a Varadero e abbiamo noleggiato le bici per fare un bel po’ di strada e arrivare a Santa Marta e poi a Cardenas. Per la notte a Varadero e più che altro per abbandonare le valigie, ci siamo fermati in una delle tante Casas Particulares. Vere e proprie case private nelle quali si possono affittare stanze. Trovarle è molto facile, perché hanno un triangolo verde appeso alla porta, per me sono il modo migliore per vivere la vera Cuba.

Da lì siamo poi andati a Camagüey per goderci la città e la foresta pietrifica, in auto abbiamo raggiunto la costa per vedere i fenicotteri. Nel pomeriggio abbiamo attraversato l’isola dirigendoci verso il Gran Parque Nacional Sierra Maestra. Anche in questo caso ci siamo affidati alle biciclette e non ci siamo pentiti. Per la notte poi ci siamo fermati a casa di due signori che hanno cucinato per noi le specialità locali a base di carne, fagioli neri e riso, è stato impossibile resistere ai fantastici mojito fatti in casa dalla signora María!

Alla mattina siamo partiti in autobus per visitare la parte vecchia di Trinidad e goderci il mare della penisola di Ancón. Una pausa sulla spiaggia ci voleva con tutte le pedalate fatte. Dopo un meritato riposo siamo ripartiti, la destinazione? Cienfuegos, città ricca di palazzi del XIX secolo. Lì abbiamo fatto la nostra prima immersione per ammirare la barriera di corallo chiamata anche Notre Dame, un labirinto tutto da esplorare. La sera si è rivelata godereccia e danzante, Cienfuegos è ricca di localini tipici.

L’ultimo giorno è stato ricco di sorprese su due ruote: vicino a Pinar del Río abbiamo visto i Mogotes, montagne arrotondate, abbiamo poi prenotato un eco-tour a Las Terrazas per vedere le piantagioni di caffè, la giornata è terminata con le cascate di El Salto. E alla fine siamo tornati dove è iniziato tutto: un aereo ci riportati dall’Avana a casa, con un mare caraibico di ricordi e la voglia di ritornare.

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complimenti!! viaggerei ogni mese...

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