Roma in libertà

Roma in libertà

Un tour su due ruote alla riscoperta dei luoghi “cult” e rilassanti della Città Eterna.


La bella stagione favorisce il buonumore, la voglia di stare all’aria aperta, a godere dei piaceri e degli spazi della città.

Da questo punto di vista Roma rappresenta una fonte inesauribile di ispirazione ed è la città ideale da vivere en plain air, da visitare a piedi, in bicicletta e perché no... magari in Vespa proprio come in Vacanze Romane.

Allora siete pronti? Allacciatevi il casco, prendete la Vespa e preparatevi a un itinerario dedicato ai luoghi mitici del nostro immaginario di riferimento: Roma è cinema, letteratura e anche musica, quartiere dopo quartiere, strada dopo strada.

Molti di voi ricorderanno Nanni Moretti che sotto il sole di un agosto romano di due decenni fa percorreva, in Caro diario, tutta la città e, giunto a Spinaceto diceva “Pensavo peggio... non è niente male” (anche se preferiva Garbatella...). E allora il nostro viaggio partirà proprio da qua, dalla periferia sud, poco fuori da G.R.A., sconosciuto ai più, dove certe mattine particolarmente ventilate arriva anche la brezza marina da Ostia. Via Cristoforo Colombo, un tratto di Circonvallazione ed eccoci arrivati in via della Magliana, sulla scena di quella guerra dei poveri (e di qualche ricco) combattuta tra bande locali e descritta nelle pagine di Giancarlo De Cataldo o nei fotogrammi di Michele Placido in Romanzo criminale.

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Poi agili sul nostro scooter, prendiamo Via Oderisi da Gubbio per risalire viale Trastevere e rivivere la Festa de Noantri di felliniana memoria. Chi può aver dimenticato la sequenza finale di Roma con quella folla indistinta composta da squattrinati scrocconi, vip e gentildonne accomunati per una notte dal buon vino e dalla porchetta appena sfornata? A proposito: se avete appetito non c’è zona migliore (e più economica) per rifocillarsi, tra pizza a taglio, supplì o esotici kebab. Presto, però, perché la giornata è ancora lunga e bisogna riprendere la strada.

Attraversando il centro, arriviamo in Vittorio Emanuele II, la via che di recente ha ospitato le riprese di una scena mozzafiato di inseguimento per Angeli e demoni, con Pierfrancesco Favino (più romano di così!) e Tom Hanks. E già che siamo qui, perché non proseguire ancora più a nord per una capatina sul ponte Milvio.
Già, proprio lui… reso ancor più famoso (se non lo fosse stato abbastanza) da Federico Moccia in “Ho voglia di te”. Ponte Milvio, il “ponte dei lucchetti degli innamorati” ricordate? Vuole l’usanza che le coppie incatenino un lucchetto al palo del ponte e gettino le chiavi nel fiume giurandosi amore eterno.
Romanticissimo. Allora rimaniamo con Moccia ancora un po’. Dopo Ponte Milvio basta girare l’angolo per trovarsi su corso Francia, Parioli, e allora già che ci siamo perché non toglierci lo sfizio di guardare con i nostri occhi la prima di una lunga serie di scritte sui muri che hanno coperto l’Italia intera e che recitano “Io e te tre metri sopra al cielo”. L’omonimo libro e film ci riportano indietro nel tempo, a quegli amori leggeri e sinceri che non cancelleremo mai dai nostri ricordi. Bando alle smancerie! Il viaggio deve andare avanti. La Salaria, prima, e la Nomentana successivamente ci portano fritti al mitico Pigneto che ancora oggi ospita il bar Necci luogo di ritrovo e di nullafacenza di Accattone, l’“eroe” di Pasolini. Purtroppo un incendio doloso alla fine di marzo lo ha distrutto, ma il bar è risorto dalle proprie ceneri e ha eroicamente riaperto i battenti quindici giorni dopo.

Dopo l’aperitivo serale ci dirigiamo verso sud, imboccando la via Casilina e girando in via Palmiro Togliatti per giungere a Cinecittà. Il luogo che ha visto nascere tanto cinema, è stato più volte protagonista esso stesso di film. Qualche esempio? “Bellissima” di Luchino Visconti con Anna Magnani, e “Troppo forte” di Carlo Verdone.
Fermiamo un momento la Vespa davanti gli studi: ci sembra di vederli là davanti, Maddalena che vuole convincere la piccola e disperata Maria a entrare nel mondo luccicante della celluloide e “vediamo” anche Oscar, il “coatto” che millanta parti da eroe in film hollywoodiani davanti a un pubblico tra l’interessato e l’annoiato. Beh, arrivati a questo punto si sarà fatta sera e Roma mostra un nuovo volto, quello notturno, a volte languido a volte così vivace, illuminato dai lampioni che si riflettono sul Tevere. Noi ci sentiamo un po’ come i pini di Roma cantati da Antonello Venditti, quelli che “la vita non li spezza”... “Questa notte è ancora nostra!”

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