La mia prima vacanza a Parigi in tre giorni

La mia prima vacanza a Parigi in tre giorni

Parigi è la città dell’amore, del fiume Senna e del Louvre. Per me però è molto di più perché è stata la mia prima meta all’estero.


Avevo solo 5 anni e del mondo conoscevo ben poco, questa città era allora solo la dimora degli Aristogatti. Ancora oggi a dire la verità, anche se nel tempo ho aggiunto un’infinità di ricordi. Ed è questa somma di luoghi ed emozioni vissute da bambina che voglio descrivervi in tre giorni di vacanza. Perché potranno anche passare gli anni, ma il fascino di Parigi resta.

Primo giorno
La vacanza inizia sempre con una sbirciatina alla Tour Eiffel. Passare per Parigi e non rivederla? Impossibile. I Campi di Marzo e il Trocadero dopo non ce li toglie nessuno. Gambe in spalla e si risale la Senna per arrivare agli Champs-Élysées e all’Arc de Triomphe. A quel punto la fame ha la meglio su tutti e ci riposiamo con un bel pranzetto in una boulangerie. Lì i miei dolci preferiti sono il “pain au chocolat” e le “escargot au raisins”, un pasto irrinunciabile.

Al pomeriggio arriva puntuale l’incubo di ogni bambino: il Louvre, per ore e ore. (Con gli anni ho imparato ad amare le sue opere, ma da piccola apprezzavo di più le sue comode poltrone.) Il premio è all’uscita, dove ci aspettano tre grossi croque monsieur, ottimi ovunque, noi optiamo però per  “La Coopérative” di Rue de Rivoli. Dopo una giornata al museo questo sfizio è obbligatorio.

Secondo giorno
La mattina del secondo giorno è dedicata al Musée D’Orsay, che mi è sempre piaciuto di più, questione di gusti. C’è poi la pausa gelato e tra le varie gelaterie di Parigi quella che più amo resta Berthillon in rue Saint Louis en l’Île. Il mio “parfum” preferito? Pesca. Con il cono in mano ci spostiamo verso la cattedrale di Notre Dame e infine nel quartiere latino che va da Saint-Germain-des-Prés ai Jardin du Luxembourg. La giornata finisce in quelle strade, gustando per cena alcune specialità: anatra, lumache e foie gras per i grandi, quiche e fonduta per i più piccoli.

Terzo giorno
Si scende alla fermata di Bastille, dove al posto della fortezza è rimasta solo una grande piazza. Si riprende poi la metro per arrivare a Pigalle e vedere il Moulin Rouge, un tempo quartiere non adatto ai bambini a causa dei tanti sexy shop, è oggi più trendy e turistico. Da lì saliamo fino al Sacré-Cœur, perdendoci per le viuzze di Montmartre, tra cabaret, musicisti e altri artisti di strada. Il finale perfetto? Uno spuntino in un localino tipico o in una creperia. Al terzo giorno il tempo sembra volare e in un batter d’occhio è già ora di partire.

Molti altri posti meriterebbero di essere visitati: i mercatini di Saint-Ouen e Versailles con la sua reggia e i giardini, senza dimenticare il Centre Pompidou e il Musée Picasso, l’Operà e Disneyland per i più piccoli. Insomma, ogni scusa è buona per tornare a Parigi e nei dintorni. Siete pronte per partire?

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parigi è stupenda mi è rimasta nel cuore bello questo articolo

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wow *_* il mio sogno è parigiiii

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larossa

larossa

Segnalato

HAI PROPRIO RAGIONE PARIGI è BELLA MA IO CHE SONO UN ETERNA BAMBINA SONO ANDATA A EURODISNEY è STATO SPETTACOLARE RITORNI VERAMENTE BAMBINA QUANDO RITORNI A PARIGI VAI Lì E DIVERTITIBELLO BELLO BELLO CIAO :-)

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