La Pet Therapy

La Pet Therapy

Oltre a regalarci affetto, gli animali ci aiutano a guarire. E’ il principio della pet therapy, nata negli Usa ma sempre piu’ diffusa anche da noi.


Secondo un’indagine della societa’ di ricerca Euromonitor (www.euromonitor.com), quasi il 42% delle famiglie italiane ha un animale domestico: soprattutto gatti (7,5 milioni) e cani (7 milioni), ma anche conigli (2 milioni), tartarughe (un milione), pesci e uccelli. Un dato positivo, perche’ Fido e Micia, oltre a farci compagnia e a regalarci affetto, contribuiscono al nostro benessere. Non e’ un caso che, negli anni ’60, il neuropsichiatra americano Boris Levinson abbia inventato la pet therapy: disciplina terapeutica basata sull’interazione con gli animali.

Pet therapy: che cos’e’?
Il contatto con Fido e Micia e’ alla base della pet therapy (in italiano zooterapia), che oggi e’ consigliata anche dal ministero della Salute in abbinamento alle cure tradizionali. Di che cosa si tratta? Di un’attivita’ di sostegno terapeutico, che si svolge con il supporto di uno psicologo e contribuisce a migliorare in maniera significativa i disagi di persone affette da depressione o da disabilita’ neurologiche e motorie, ma anche di anziani e bambini con disturbi comportamentali. Il rapporto spontaneo e affettuoso con l’animale diminuisce l’ansia dei pazienti, ne stimola l’attenzione, li aiuta a esprimere le proprie emozioni, li rende piu’ socievoli e contribuisce ad allentare le tensioni muscolari, garantendo un maggiore controllo del corpo.

Toccasana per grandi e piccini
Il rapporto con il cucciolo di casa e’ benefico sia per la mente, sia per il corpo. Lo dimostrano numerosi studi: quello condotto dal Green Chimneys Children Services di Brewster (www.greenchimneys.org), negli Stati Uniti, ha rivelato per esempio che i bambini che crescono in compagnia di un animale sono piu’ sicuri di se’, socievoli e capaci di comprendere le emozioni degli altri. A detta dell’Universita’ del Minnesota (http://censhare.umn.edu/index.html), inoltre, accarezzare un cane o un gatto aiuta a tenere a bada lo stress e, quindi, a ridurre fino al 30% il rischio di problemi al cuore. Il migliore amico dell’uomo e’ un toccasana anche al lavoro: secondo la Virginia Commonwealth University (www.chai.vcu.edu) infatti, tenere Fido in ufficio contribuisce ad allentare le tensioni, a tutto vantaggio della produttivita’. Naturalmente se l'ambiente di lavoro lo permette e se non crea disagi.

Ecco dove rivolgersi
La scelta dell’animale per la pet therapy, di solito, dipende dalle esigenze del paziente. I cani sono particolarmente adatti (soprattutto i Labrador, per il loro carattere docile e giocoso), ma anche cavalli, gatti, delfini e uccelli vengono spesso coinvolti in queste terapie.
Per saperne di piu’, ci si puo’ rivolgere alle numerose strutture italiane che propongono progetti di zooterapia. E’ il caso ad esempio dell’Izsam, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise «G.Caporale» (www.izs.it) o dell’Ospedale Sacco a Milano (www.hsacco.it), ma anche dell’Associazione Italiana Pet Therapy (www.pettherapyitalia.it) o della onlus Anucss (www.anucss.org). Infine, altre informazioni sono disponibili nella sezione dedicata alla pet therapy sul sito del ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/dettaglio/phPrimoPiano.jsp?id=118).

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flower8

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Segnalato

Sono d' accordo con questa terapia, anche perché occuparsi di un animale fa distrarre, anche dai pensieri negativi.%0d%0aUn cane che consiglio è il cocker, molto felice di suo, coccolone e istruttivo. Io ne possiedo una, di cockerina, ed è eccezionale! Io la amooo

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