L’interior design? Anni ’70!

L’interior design? Anni ’70!

L’immaginazione al potere! Era lo slogan di quei 10 anni che sono tornati prepotentemente di moda.


Negli Anni ’70, le abitazioni degli italiani più anticonformisti erano un’esplosione di cromatismi, declinazioni fluorescenti, carte da parati con disegni geometrici, pelle e plastica in technicolor. Il design, all’apice della creatività, inventò arredi e oggetti che tutt’oggi vengono rieditati non solo per la gioia dei collezionisti, ma per il piacere di chi vuole regalare un tocco di Seventies alla propria casa.

Le pareti, anzitutto. Per ambientare al meglio i capolavori dell’interior design di quell’epoca, tinteggiatele di colori Pop: giallo, arancio, azzurro, verde…Oppure, rivestitele di motivi astratti e caleidoscopici.
O ancora, di geometrie che si ispirano ai quadri “optical” di V. Vasarely.
Anche in cucina potete “osare” scegliendo piastrelle dai colori e dai motivi audaci e al tempo stesso facili da pulire utilizzando i prodotti specifici.

Dopodichè c’è solo l’imbarazzo della scelta, fra avveniristici divani, fumettose poltrone, luci spaziali.

Sacco, ad esempio, è la poltrona imbottita di palline di polistirolo progettata da P. Gatti, C. Paolini e F. Teodoro, che cambia forma a seconda di chi vi si siede sopra. Vero e proprio oggetto “cult”, riscosse un enorme successo televisivo per merito di Paolo Villaggio nei panni dell’imbranatissimo ragionier G. Fracchia.

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L’Additional System di J. Colombo, componibile “mutante” realizzato con elementi di schiuma di poliuretano, è invece contemporaneamente poltrona, chaise-longue e divano, mentre la Ball Chair del designer finlandese E. Arnio sfoggia l’assoluta perfezione di una sfera in vetroresina.

L’esatto opposto della poltrona Joe di Da Pas, D’Urbino e Lomazzi, autentica icona Pop a forma di guantone da baseball che deve il nome al campione americano Joe Di Maggio; del mitico Pratone verde di Ceretti, Derossi e Rosso, con tanto di fili d’erba kolossal, dove ci si può comodamente sdraiare; dell’appendiabiti Cactus, griffato G. Rocco e F. Mello.

E poi l’illuminazione, con un tris di luci-capolavoro: per il living, la lampada Parentesi di A. Castiglioni costituita da una fune d’acciaio che corre dal pavimento al soffitto e da un saliscendi che blocca il faretto; per la scrivania, la sempre avveniristica e snodabile Tizio brevettata da R. Sapper pensando a un surreale personaggio; per il comodino, l’Eclisse di V. Magistretti: 2 semisfere in metallo che, ruotando, regolano il flusso luminoso creando l’effetto eclisse di luna.

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