PCOS come riconoscerla e prevenirla

PCOS: come riconoscerla e prevenirla.

Il Dott. Giuseppe Bigatti, ginecologo, ci parla della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): una comune causa d’infertilità femminile tuttora in fase di studio.


La patologia è anche chiamata “policistosi ovarica” e PCOS (sigla internazionale), ma è attualmente in corso un dibattito per trovare un nome più appropriato. Con queste definizioni s’intende la presenza di ovaie ipertrofiche multicistiche. Molte donne non sanno di soffrirne finché non cercano la gravidanza senza esito positivo. Il problema, per fortuna, si può gestire ristabilendo l’ovulazione e quindi la possibilità di ottenere una gravidanza.

I sintomi
I sintomi della policistosi ovarica sono molti: mestruazioni irregolari o assenti (collegate all’assenza di ovulazione), aumento del peso, diradamento dei capelli, irsutismo (aumento della peluria su viso e corpo). Quest’ultima condizione dipende dall’eccessiva secrezione di ormoni androgeni. L’iperandrogenismo è una delle condizioni cliniche più frequentemente associate alla PCOS.

Conseguenze a breve e medio raggio
La più immediata e dolorosa conseguenza della PCOS è la difficoltà nel ottenere una gravidanza. Ma non si tratta solo di questo: le donne affette da ovaio policistico potrebbero essere più esposte a diabete di tipo 2 (così come i figli), diabete “gravidico”, ipertensione ed ipercolesterolemia. Tuttavia, si tratta di una condizione che, seppur cronica e non del tutto curabile, può essere tenuta sotto controllo. Non necessariamente esclude una gravidanza o condiziona la vita. L’importante è avere chiaro il quadro clinico con una diagnosi (analisi del sangue ed ecografia ovarica) e con l’eventuale consulenza di un endocrinologo.

Prevenzione
Anche se in letteratura non esiste ancora un unico accordo su cause e rimedi del PCOS, è sempre bene agire a livello preventivo con scelte che migliorino salute e stile di vita. Per aiutare a tenere sotto controllo la patologia e incoraggiare la fertilità, può fare molto l’associazione di movimento e di una dieta povera di grassi (per combattere la tendenza all’obesità causata dal PCOS) e ricca di cibi a basso indice glicemico (per contrastare l’immunoresistenza insulinica) come verdura, frutta, pesce. In Italia esiste inoltre un sito di riferimento, per ulteriori informazioni: www.pcos-italy.org

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avevo circa 16 anni quando mi è stato diagnosticato l'ovaio policistico, 24 quando mi dissero che faceva parte di una patologia più ampia che era l'iperinsulinismo...il risultato fu la diagnosi fu che per avere un figlio avrei dovuto sottopormi a cure varie e che rischiavo emorragie dovute alla rottura di cisti... per anni ho cercato di capire cosa non andasse poi ho abbandonato...rincorrere una soluzione mi stava portando in un incubo

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E' la cosa che desideri di più al mondo e un bel giorno il ciclo non arriva e scopri di avere questo problema. Tutto ti crolla addosso, inizi a curarti ingrassando come una balena, ma non importa, pur di realizzare il tuo sogno. Le tue amiche sono quasi tutte incinta e non hai il coraggio di dirgli che anche tu ci stai provando perchè è troppo doloroso. Ti senti sbagliata, perché fare figli dovrebbe essere la cosa più semplice del mondo..e invece no. Nessuna donna dovrebbe provare questo dolore

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Aver un ginecologo che ti dice che non è questa la causa della mia infertilità è da pazzi, grazie per avermi aperto gli occhi...

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Mi ci sono voluti due anni e mille cure per avverare il mio sogno: avere una bambina. Ora la mia piccola ha 16 mesi e la voglia di una seconda gravidanza è immensa ma di nuovo devo fare i conti con questa maledetta pcos, ma combatterò senza mai arrendermi perchè guardare quegli occhietti che mi sorridono mi riempie la vita di sole

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Ketta89

Ketta89

Segnalato

Salve, vorrei avere un suo parere sul mio stato.. Ho 24 anni e sposata da 6 mesi, ma da quasi un anno io e mio marito cerchiamo di avere un figlio. Ho fatto 2 visite ginecologiche e dato che sono in sovrappeso la mia ginecologa mi ha detto di dimagrire. Il ciclo diciamo che è sempre stato regolare, magari capitava un ritardo di una settimana e neanche.. Comunque nell ultima visita la dott.ssa mi ha dato da prendere INOFERT bustine per almeno 3 mesi una al giorno. Sono ormai 4 mesi..

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