Infezioni genitali: come prevenirle, riconoscerle e curarle

Curare le infezioni genitali

moltissime sono le donne colpite da queste patologie ma spesso ne trascurano i sintomi.


Le vaginiti sono patologie che colpiscono  moltissime donne, come dimostra un recente studio dell’AOGOI (Associazione Italiana Ginecologi Ospedalieri) dal quale emerge che più dell’80% delle 1800 donne interpellate soffra almeno una volta all’anno di prurito vulvovaginale, arrossamenti , bruciore, dolore ai rapporti e perdite biancastre maleodoranti.

Le cause di queste affezioni possono essere diverse e talvolta questi  sintomi vengono trascurati perché associati a periodi  transitori di astenia. Questo tipo di approccio comporta un ritardo nella diagnosi dell’infezione originaria con un conseguente decorso clinico terapeutico lungo ed impegnativo.

Quindi risulta fondamentale identificare precocemente  il tipo di infezione in corso e curarla tempestivamente. Attenersi a semplici regole di comportamento igienico sanitarie costituisce un presidio indispensabile per prevenire tali affezioni.

Innanzitutto bisogna distinguere le infiammazioni causate da reazioni allergiche  da quelle di origine infettiva. Le prime infatti possono essere provocate da molte cause, come l’utilizzo di detergenti intimi non corretti, di creme depilatorie irritanti o la scelta di indumenti troppo stretti o di origine sintetica.

Le infezioni invece possono essere spesso dovute a miceti  (come la frequente Candida albicans), batteri (i più comuni sono Gardnerella vaginalis, Gonococco, Stafilococco e Streptococco), parassiti intracellulari simili ai batteri (come la Chlamydia) e virus (l’Herpes genitale).
La maggior parte di queste infezioni si manifestano appunto con perdite vaginali biancastre alle volte maleodoranti, prurito, bruciore e dolore, ma possono anche essere prive di sintomi eclatanti, come avviene nel caso di infezione di Chlamidya.

Noi medici riteniamo che , il maggior veicolo di trasmissione di tali infezioni siano  i rapporti sessuali, ma è importante considerare  che ci sono anche altri fattori di rischio, come ad esempio una  scorretta igiene personale, l’assunzione di alcuni farmaci (come  antibiotici ed  immunosoppressori), che alterano la flora vaginale abbassando le difese naturali dell’organismo, l’utilizzo in comune di servizi igienici e asciugamani, la frequentazione di piscine, le variazioni ormonali, che rendono la zona vaginale più vulnerabile nei confronti delle aggressioni batteriche. 

Vista la varietà di cause che possono concorrere alla salute delle parti intime, per una efficace prevenzione è perciò fondamentale sottoporsi periodicamente a screening ginecologici completi e curare in modo particolare la propria igiene intima.

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