Vivere in pieno la bella stagione

Vivere in pieno la bella stagione

Il Dott. Piercarlo Salari, medico pediatra, ci spiega come prevenire e curare raffreddori, tonsilliti e altri malanni primaverili.


Il bello della primavera sono le lunghe giornate che permetto ai bambini di giocare nuovamente all'aria aperta. Con grande stress delle madri, che temono colpi d'aria, sbalzi di temperatura e virus parainfluenzali. Ecco i “tools” per prevenire e curare i disturbi tipici di questo periodo e vivere al meglio la bella stagione, senza eccessive preoccupazioni.

Manine pulite. Tra i maggiori veicoli di virus e batteri c'è il contatto mani-bocca-naso: insegnate ai bimbi a lavare spesso le mani e lasciate loro le salviette umidificate.

Evviva l'aria aperta. Molte mamme temono che i bambini possano sudare troppo quando giocano e infine ammalarsi, in realtà virus e batteri proliferano meglio negli ambienti chiusi. Meteo permettendo, in primavera è giusto che i bimbi stiano in giardino.

Non esagerare con la lana o indumenti pesanti. Infagottare i bimbi come in pieno inverno li fa sudare: se li vestirete ogni giorno “a cipolla” (canotta, t-shirt, felpa e giubbottino), potranno alleggerirsi al primo aumento di temperatura.

Vitamine e antiossidanti. A tavola devono sempre esserci frutta e verdura, soprattutto quelle ricche di vitamina C (agrumi, kiwi, frutti di bosco) e A (crucifere, spinaci e vegetali di colore giallo-arancione).

Fitoterapia. Per rafforzare il sistema immunitario nei cambi di stagione, sono ottimi echinacea (immunostimolante), propoli (antinfiammatorio), ribes nigrum (antinfiammatorio e antiallergico), acerola (antiossidante).

Curare ogni episodio. Nonostante le giuste precauzioni, un bimbo può ammalarsi. E riammalarsi. Meglio non trascurare una ricaduta e consultare il medico, anche se è molto vicina al precedente episodio.

Antibiotici. Non va bene abusarne (possono indebolire il sistema immunitario e creare eventuali resistenze) ma se il medico li prescrive vanno somministrati, accompagnandoli sempre ai fermenti lattici.

Tonsille: sì o no? Un tempo, se ipertrofiche, si toglievano senza esitazioni, oggi invece soltanto se vengono soddisfatti alcuni criteri: sono infatti “sentinelle delle vie aeree”, che difendono l'organismo dagli agenti infettivi e vanno perciò rimosse solo se c’è una ragione seria (per esempio se fanno dormire male, ostruendo il respiro). Il parere dell'otorino, in questo caso, è decisivo. 

Occhio alla gola. Per i più delicati e chi soffre di tonsilliti una magliettina di cotone con collo leggermente più alto e una sciarpina leggera sono la soluzione migliore.

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