Se il bambino fa i capricci

Se il bambino fa i capricci

Cosa c'è dietro il capriccio? Ecco come comprenderne il significato e affrontarlo serenamente.


Talvolta sono veri accessi d'ira, in altri momenti invece  spaventano per la loro imprevista drammaticità, che, a partire da una crisi di pianto,  può addirittura far temere che il bambino   abbia serie  difficoltà a respirare. Stiamo parlando dei capricci, elemento caratteristico della psicologia e del comportamento infantile e al tempo stesso snervante sfida per chi deve affrontarli e risolverli.
Il capriccio è fisiologico nella vita del bambino e ha un'epoca di comparsa ben precisa. Non si parla, ad esempio, di capriccio al disotto del primo anno di vita anche se talvolta un lattante avanza delle richieste (ad esempio stare in braccio e sentire la voce o le carezza della propria mamma) con un pianto che si placa soltanto quando viene esaudito il suo desiderio.
Il capriccio “vero” si manifesta verso i 2 anni (non si può definire tale, per esempio, il pianto con cui un lattante manifesta il desiderio di stare in braccio dalla sua mamma) e tende classicamente a modificarsi nel tempo sia nella forma che nel significato.  Inizialmente esso appare come un semplice atteggiamento di opposizione e negazione alle regole o ai comandi che il bambino si sente chiedere o imporre: il "no" del bambino non dev'essere interpretato come un reale rifiuto ma come un'affermazione di sé. Verso i 3-4 anni, invece, il capriccio diventa più elaborato e intenzionale: viene cioè premeditato per raggiungere un particolare obiettivo attraverso la messa a punto della strategia che il bambino scopre essere più efficace e persuasiva. Lui potrà allora ricorrere a scoppi di rabbia, scenate isteriche o, viceversa, fingere di esser triste, rifiutare il cibo o simulare addirittura uno stato di malessere fisico che impietosice la mamma. Queste manifestazioni saranno diverse a seconda della persona a cui sono destinate, della quale il bambino riesce a cogliere con astuzia gli eventuali punti deboli. In altri termini si può dire che, con la crescita, il capriccio  si trasforma in un tecnica raffinata, anche se il più delle volte poco diplomatica, che trova nella mamma il suo “bersaglio” privilegiato.

Non c'è purtroppo una regola fissa da seguire per affrontare i capricci di un bambino, ma possono essere utili alcune considerazioni:
• evitare sempre le posizioni estreme, ossia un'eccessiva arrendevolezza come pure una dura opposizione, ma cercare piuttosto di capire la ragione;
• il capriccio, indipendentemente dal suo risultato finale, può essere per il bambino un momento di crescita e di scoperta di sé: è bene quindi aiutarlo a capire che non può pretendere di ottenere tutto quello che desidera e che ogni cosa ha un suo prezzo e dev'essere giustamente meritata;
• diventa capriccioso  - e quindi viziato -  il bambino che ottiene sempre soddisfazione dai propri capricci, approfittando delle debolezze altrui; almeno i genitori (i nonni sono un discorso a parte) dovrebbero essere il più possibile concordi nei propri comportamenti, senza rinviarsi i problemi l'un l'altro per evitare di prendere decisioni e assumersi responsabilità;
• il capriccio è parte integrante del bambino: un bambino che non facesse mai alcun capriccio sarebbe un individuo totalmente passivo, psicologicamente subordinato agli adulti e privo della capacità e della forza di esprimere in modo autonomo la propria personalità.

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Cika82

Segnalato

Quello dei capricci e veramente un argomento interessante... da genitore mi chiedo sempre qual' è il modo giusto per affrontarli.... È la cosa più difficile è proprio mantenere la calma in quei momenti e agire per il meglio. Leggere il pensiero di un esperto e poter condividere le esperienze è davvero bello. Saluti a tutti!

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MiniTe

MiniTe

Segnalato

Trovo questo articolo davvero molto interessante e lo condivido pienamente. Fare il genitore è un percorso duro non solo perchè si è alle prese con un piccolo individuo che dipende da te e pretende tutto da te, ma soprattutto perchè mettendoci in relazione con nostro figlio, reagendo alle sue richieste-capricci,passando del tempo con lui, riscopriamo ogni giorno noi stessi, i nostri pregi e i nostri limiti.

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