Probiotici:quando sono utili

Probiotici:quando sono utili

I probiotici sono dei microrganismi vitali che, estratti in una percentuale opportuna, condizionano effetti benefici non solo nei confronti dell’ecosistema intestinale ma anche per la salute del bambino (e dell’adulto).



Utilità dei probiotici nella stagione estiva

Soltanto alcune specie di probiotici hanno dimostrato di possedere i requisiti codificati da enti internazionali (tra cui umana, capacità di resistere alla secrezione gastrica, aderire e colonizzare, assenza di avere effetti collaterali, e ovviamente sopravvivenza nei preparati destinati alla vendita). Lo yogurt, contrariamente a un pregiudizio diffuso, non è un probiotico in quanto viene fermentato da due ceppi di origine animale lo streptococcus thermophilus e il lactobacillus bulgaricus ceppi. Un ceppo probiotico è invece il Lactobacillus rhamnosus GG, ampiamente studiato, del quale è stata dimostrata la capacità di ridurre la diarrea da rotavirus, un microrganismo che colpisce prevalentemente la fascia d’età 0-5 anni ed è tuttora causa frequente di ricovero in ospedale. Va tuttavia precisato che i probiotici non agiscono sulla causa del disturbo o delle malattie, che sarà compito del pediatra diagnosticare e guarire, ma offrono un supporto alle cure, favorendo il ripristino di un corretto equilibrio della flora intestinale o prevenendo l’effetto di farmaci che influenzano la peristalsi (ossia le naturali contrazioni attraverso cui l’intestino fa avanzare il materiale di origine alimentare presente al suo interno) o la flora batterica stessa, come gli antibiotici.

Impiego dei probiotici nella stagione estiva

Il campo di utilizzo dei probiotici in pediatria è quanto mai ampio, ma in estate il loro principale impiego è senza dubbio rappresentato dalle infezioni intestinali e quindi dalla diarrea.

Benché nei paesi occidentali la gastroenterite acuta infettiva abbia perso gran parte della sua rilevanza epidemiologica e sociale, essa rimane tuttora importante, soprattutto nei primi due anni di vita. Basti pensare, a titolo di esempio, che negli Stati Uniti quasi tutti i bambini vengono infettati dal rotavirus entro i 2-3 anni d'età   e che il costo medio per un singolo episodio di diarrea acuta a gestione ambulatoriale è stato stimato in quasi 250 euro, la metà dei quali dovuti all’assenteismo lavorativo dei genitori. Diverse evidenze suggeriscono che la somministrazione di Lactobacillus GG riduce la durata e la gravità della gastroenterite acuta e ne diminuisce il rischio di decorso prolungato, con particolare efficacia nelle diarree di origine virale.

Oltre alle gastroenteriti, i probiotici sono utili anche nel corso di terapie con antibiotici, per prevenire l’alterazione della flora batterica da essi indotta, e in caso di infezioni delle vie urinarie, più frequenti nelle bambine.

In definitiva ogni probiotico ha proprie indicazioni specifiche e, per quanto il suo utilizzo non richieda la ricetta medica, sarebbe opportuno fosse il pediatra a suggerirlo sulla base della problematica specifica. A seconda dei preparati, disponibili in varie formulazioni per via orale (per esempio bustine, flaconcini, compresse), possono essere necessarie una o più somministrazioni giornaliere. La durata di somministrazione consigliata è di almeno un paio di settimane e sostanzialmente non ci sono rischi di effetti indesiderati.

Qualche cenno di fisiologia e di storia

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L’organismo umano contiene un numero di batteri di 10 volte superiore a quello delle proprie cellule. In altre parole per ogni cellula del corpo umano sono presenti 10 microrganismi. La maggior parte di questi sono localizzati nel tratto gastro-intestinale, in particolare nel colon, dove costituiscono un complesso ecosistema in equilibrio noto con il termine di microflora intestinale.  Ciascuno possiede una composizione di flora intestinale prettamente individuale, al pari del proprio gruppo sanguigno, in quanto ai fini della colonizzazione è indispensabile che questi batteri possano insediarsi sin dalle prime ore di vita legandosi a proteine (recettori) dell’organismo geneticamente determinate.

L’idea di poter manipolare la composizione della flora intestinale o di ripristinarne l’equilibrio deve la paternità scientifica a Elie Metchnikoff, un ricercatore ucraino (insignito del premio Nobel nel 1908) che associò concettualmente la longevità al consumo di alimenti fermentati. Benchè tuttavia gran parte dei microrganismi siano stati scoperti nel secolo scorso, quando l’unica preoccupazione degli studiosi era di individuare quelli più nocivi e pericolosi per l’uomo, soltanto intorno agli anni 50 si ipotizzò la possibilità di utilizzare alcuni di essi a vantaggio della salute umana. E sono stati poi necessari altri vent’anni perché questa idea si potesse concretizzare in termini di prodotti industriali. Qualsiasi fattore in grado di alterare il funzionamento o l’equilibrio dell’intestino, infatti, comporta inevitabilmente una modificazione della flora batterica.

 

 

 

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