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I pollini: attenzione anche in inverno e in casa

Il Prof. Giorgio Walter Canonica, allergologo, ci spiega cosa sono i pollini, perche’ possono causare allergie e come possiamo difenderci impedendone l’ingresso nelle nostre case.


I pollini, o meglio i granuli pollinici, sono costituiti da cellule riproduttive maschili delle piante. Con il termine pollinosi si intendono tutte le manifestazioni allergiche dovute a reazioni ai pollini di determinate piante.
Queste malattie allergiche, e l'asma bronchiale in particolare, rappresentano un importante problema sociale in tutto il mondo. Si stima che in Italia almeno il 7-8% della popolazione presenti manifestazioni di pollinosi che interessano occhi, naso e bronchi e si presentano con periodicita’ stagionale, piu’ frequentemente in primavera e in autunno.

Perche’ soffriamo di reazioni allergiche ai pollini?
La rinite allergica, o raffreddore, e l’asma bronchiale sono le due malattie allergiche principalmente legate ai pollini, causate da un processo infiammatorio comune delle vie aeree. Spesso le due malattie allergiche compaiono insieme: l’inalazione di uno specifico polline, infatti, espone la mucosa delle vie aeree dei soggetti allergici ad una reazione immunitaria che determina la comparsa dei sintomi tipici come il prurito nasale, il naso chiuso e gocciolante, starnuti, occhi rossi, tosse e respiro sibilante.

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Pollini: allergeni ‘da esterno’ a patto che…
Per chi trascorre molto tempo all’aperto i pollini possono essere un vero e proprio incubo: sono infatti considerati i piu’ importanti allergeni ‘outdoor’, cioè capaci di innescare i sintomi di allergia negli ambienti esterni. Tuttavia, per le loro dimensioni ridottissime i pollini possono penetrare molto facilmente negli ambienti chiusi, circolando nell’aria o trasportati da scarpe e indumenti. Ovviamente nei periodi di grande fioritura la concentrazione dei pollini negli ambienti chiusi è notevolmente minore rispetto a quella esterna, per cui le case offrono rifugio a tutte quelle persone che soffrono di pollinosi, a patto che si riesca a mantenere al loro interno una bassa concentrazione di allergeni.

Chiudere porte e finestre non sempre basta...
Naturalmente, nei periodi in cui si raggiungono i massimi livelli di concentrazione di pollini nell’aria e durante le giornate piu’ ventose, è bene tenere chiuse le porte e finestre delle nostre case ma ci sono anche altri strumenti che ci possono aiutare. Innanzitutto gli impianti di ventilazione e climatizzazione possono essere dotati di speciali filtri che bloccano l’ingresso dei pollini; esistono persino appositi filtri antipolline da applicare alle finestre e depuratori d’aria che intrappolano gli allergeni gia’ penetrati. Una recente ricerca ha verificato, infatti, che anche dopo sei mesi dal termine della fioritura i granuli di polline possono ancora essere presenti nella polvere di molte case in quantita’ sufficiente a provocare crisi allergiche di raffreddore e asma.

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Articolo davvero interessante, soprattutto per chi come me è un soggetto allergico.

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