L’estate e i rischi di disidratazione

L’estate e i rischi di disidratazione

Non trascurariamo le insidie legate al caldo


Per bambini e genitori l’estate è senza dubbio la stagione che consente maggiore libertà: dagli impegni scolastici, dalla routine quotidiana, dal “peso” dei vestiti… Non bisogna tuttavia trascurare un’insidia legata soprattutto al caldo: il rischio di disidratazione, a cui sono esposti in particolare i bambini nei primi 2 anni d’età. Oltre a una ridotta introduzione di liquidi anche diarrea e vomito abbondanti possono procurare scompensi da disidratazione.

L’esposizione al caldo, la permanenza per esempio sotto il sole, magari nell’abitacolo di un’auto, e l’apporto insufficiente di acqua possono facilitare una disidratazione che si traduce in un pericoloso aumento della temperatura corporea. Il colpo di calore va prevenuto offrendo spesso da bere al bambino, verificando che gli indumenti siano adeguati alle condizioni ambientali e controllando che pelle non presenti sintomi di secchezza così come la bocca e gli occhi (che devono essere ben umettati). In caso di emergenza il bambino va trasportato in un luogo ventilato (lontano da getti d’aria fredda), eventualmente immerso in acqua fresca (in alternativa vanno bene spugnature sul corpo) e reidratato per bocca con semplice acqua (non vanno bene bevande gassate o ghiacciate). 

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Il vomito, come la tosse, è sostanzialmente un meccanismo di difesa che consiste nell’espulsione di alimenti o sostanze non gradite all’organismo. Le cause possono essere sono diverse: alimentari (la classica “indigestione”), infettive (virus, batteri), ecc, ma in ogni caso, questo evento comporta una perdita di liquidi e sali minerali (in particolare potassio), tanto più importante quanto più il bambino è piccolo. In caso di vomito abbondante, dunque, dopo essersi assicurate che il bambino si trovi in condizioni di sicurezza, è bene prevenire la disidratazione somministrando, magari a cucchiaini, acqua o bevande zuccherate.

Anche la diarrea, cioè l'emissione frequente di feci "poco formate", può essere causa di disidratazione. Quindi anche in questo caso bisogna prestar attenzione facendo bere al bambino acqua o preferibilmente bevande zuccherate a volontà; è inutile forzarlo a mangiare e, quando ricompare l’appetito, è indicata una dieta leggera ("in bianco"); per quanto riguarda il latte non deve essere sospeso ma ridotto in quantità (ad esempio dimezzato); i fermenti lattici infine favoriscono il ripristino di una flora batterica ottimale.

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