Le nuove curve di crescita dell’OMS

Le nuove curve di crescita dell’OMS

I grafici che ci fanno capire se la crescita del nostro bimbo è corretta per la sua età


Una delle principali preoccupazioni delle mamme è la crescita, intesa soprattutto in termini di peso. È infatti prima o poi inevitabile un confronto con un altro bambino della stessa età o magari anche con il precedente andamento di un fratellino o una sorellina più grandi. Le curve di crescita sono infatti dei grafici, suddivisi per parametro (peso, altezza e circonferenza cranica) e sesso, ottenuti grazie alla misurazione di parecchi bambini di varie fasce d’età rappresentativi di una determinata popolazione, per esempio europea, americana, africana e così via.

L’elaborazione matematica di tutti questi dati consente di ottenere una duplice informazione: innanzitutto quali sono i valori medi e i limiti superiori e inferiori per ciascuna età. In secondo luogo le tavole consentono di confrontare il peso con l’altezza e di rilevarne l’andamento nel corso del tempo.

Recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato le nuove curve di crescita, che si possono scaricare al seguente indirizzo Internet: www.who.int/childgrowth/standards/chart_catalogue/en/index.html 

L’impiego delle curve di crescita è semplice: basta incrociare l’età del bambino con il valore corrispondente al suo peso o alla sua altezza e osservare a quale curva si avvicina maggiormente il punto così identificato. È intuitivo che la situazione ottimale è quella in cui il percentile dei due parametri tende a coincidere, ma spetta al pediatra esprimere una valutazione analitica considerando lo stato di salute generale del bambino, il suo regime alimentare e altri eventuali elementi di interesse. 

Ciascun individuo ha delle proprie potenzialità di sviluppo scritte nel suo patrimonio genetico e compito dei genitori è semplicemente creare le condizioni ideali perché esse possano esprimersi.

Il notevole lavoro svolto dall’OMS ha inoltre previsto lo studio dello sviluppo neuromotorio e ha dimostrato che nei primi 5 anni di vita non ci sono differenze di crescita tra bambini di provenienza etnica diversa.

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