Le infezioni respiratorie ricorrenti

Le infezioni respiratorie ricorrenti

Ritorno della scuola, come prevenire infezioni e i piccoli disturbi.


Con la riapertura delle scuole riemerge il problema delle infezioni e, in particolare, di quelle respiratorie ricorrenti. Esse si manifestano con episodi in particolare a carico delle alte e/o basse vie aeree quali faringiti, otiti, laringiti, bronchiti e broncopolmoniti, solo per citarne qualcuna.

Il primo interrogativo che sorge spontaneo nei genitori è se esse, più che frutto di un periodo di incontri sfortunati con germi di vario genere, non siano espressione di uno stato di debolezza e fragilità del bambino. In realtà va ricordato che quanto più precoce l’inserimento in comunità tanto più aumenta l’incidenza delle infezioni ricorrenti, come dimostra il fatto che nei paesi scandinavi essa è di oltre 6 episodi per anno mentre in Italia essa scende a una media di 4,5.  

I fattori favorenti sono diversi: l’immaturità immunitaria, cioè l”inesperienza” del sistema difensivo, caratteristica dei più piccoli e dei bambini che sono sempre stati tenuti a casa, ben protetti dalle insidie della stagione fredda, le condizioni igieniche di vita e l’esposizione al fumo, che altera alcuni naturali meccanismi di protezione, come il drenaggio del muco.

Non vanno poi dimenticati alcuni dettagli anatomici: fino a due anni, per esempio, l’orecchio si trova sullo stesso piano delle fosse nasali, e risulta così facilmente esposto a fenomeni di reflusso di secrezioni, da cui il facile impianto di microrganismi che vi trovano un terreno di coltura ottimale. Anche il riflesso della tosse è meno vigoroso. Ulteriori fattori da considerare sono il numero di conviventi, la residenza in aree urbane (gli inquinanti ambientali e il particolato fine, emanato dai tubi di scappamento degli autoveicoli svolgono un effetto irritante sulle mucose respiratorie) e alcuni agenti domestici, come per esempio il riscaldamento e la scarsa ventilazione degli alloggi, in cui l’aria secca, oltre a irritare le vie aeree, promuove il deposito di goccioline di saliva infette e la concentrazione dei microrganismi patogeni.

È in ogni caso fondamentale distinguere i bambini già portatori di malattie o anomalie, quali alterazioni delle vie aeree, fibrosi cistica, immunodeficienze congenite o acquisite, fibrosi cistica, da quelli “sani”: questi ultimi, infatti, non sono soggetti a episodi recidivanti, non risultano colpiti o compromessi a livelli di altri apparati al di là di quello respiratorio e non presentano infezioni sostanzialmente diverse per tipologia, gravità e durata rispetto a quelle osservate nella restante popolazione pediatrica.

Registration

Entra a far parte di Desideri Magazine e ottieni offerte esclusive!

Iscriviti subito

Tale affermazione acquista una notevole importanza pratica in quanto non è la frequenza di per sé quanto l’entità e la durata delle infezioni a costituire un elemento di sospetto e soprattutto il presupposto per indagini di approfondimento sulla funzione immunitaria. Poiché, come già accennato, le infezioni respiratorie ricorrenti si possono definire come la comparsa di oltre 6 infezioni respiratorie in un anno o più di un’infezione al mese nel periodo settembre-aprile, si può stimare che il 6% dei bambini italiani soddisfano tale criterio: al di sotto dei 6 anni si possono prevedere 6-8 episodi, di cui i due terzi a carico delle alte vie aeree e in oltre il 70% di natura virale (Rhinovirus, Adenovirus, virus parainfluenzali di tipo 1, 2, 3 e 4 e virus influenzali di tipo A e B).

Per quanto riguarda i batteri, lo streptococco beta-emolitico di gruppo A è responsabile del 20% dei casi di infezioni, seguito da Haemophilus influenzae, Streptococcus pneumoniae e Moraxella catarrhalis.

In conclusione è bene sottolineare che:
- Le infezioni respiratorie ricorrenti sono per lo più forme benigne e autorisolutive
che tuttavia gravano, se pure temporaneamente, sul benessere del bambino e comportano rilevanti costi sociali;
-
l’origine è il più delle volte da ricercare nella “verginità immunologica” e in alcune condizioni ambientali favorenti;
-
esse generano ansia nei genitori e impongono al pediatra un’accurata differenziazione tra il bambino sano che si ammala a seguito dell’esposizione ai comuni patogeni, per lo più su base stagionale, da quello portatore di patologie sistemiche che favoriscono la ricorrenza;

Cura e prevenzione variano in rapporto alla causa: gli antibiotici si rendono necessari, previo giudizio del pediatra, in caso di infezioni batteriche, mentre sono del tutto inefficaci sui virus (è ormai noto l’invito degli esperti a non somministrarli per esempio in caso di influenza); gli antipiretici e gli antinfiammatori sono utili a ridurre i sintomi, dalla febbre al mal di gola, mentre le vaccinazioni sono la migliore strategia per conferire una protezione specifica nei confronti di alcuni germi. Da non dimenticare infine i preparati impropriamente detti “vaccini orali”, che servono a stimolare il sistema immunitario a contrastare in maniera più rapida e possibilmente attiva i batteri più frequentemente diffusi nelle comunità.

Conferma i tuoi dati.

Per finalizzare la tua richiesta, ti preghiamo di compilare le informazioni qui sotto