L’influenza: come prevenirla e come combatterla

L’influenza: come prevenirla e come combatterla

Con l’arrivo dell’inverno torna il anche il classico malanno di stagione: l’influenza. I suoi sintomi sono febbre, che può anche essere molto alta, fino a 39°C, spesso accompagnata da sudorazione e brividi ma anche dolori muscolari, riniti, mal di gola e tosse. L’influenza dura di media una settimana ma la spossatezza può protrarsi a lungo.

La più alta percentuale di infezione da virus influenzale si ha proprio nei bambini piccoli perché non hanno ancora avuto modo di crearsi gli anticorpi. I bambini colpiti dall’influenza nel loro primo anno di vita hanno quindi un rischio più alto di sviluppare complicazioni. La vaccinazione, una buona misura preventiva, è perciò consigliata già a partire dal sesto mese.

Ciò che rende l’influenza una malattia da un lato conosciuta e prevedibile ma dall’altro temuta e ancor oggi in grado di mettere a letto parecchi individui consiste nel fatto che, pur essendo sempre uguale nelle sue manifestazioni, è ogni anno diversa per caratteristiche, impatto e aggressività dei virus. Una caratteristica dei virus influenzali infatti è la variabilità della loro struttura. Così, prima che l’organismo abbia prodotto gli anticorpi, il virus può aver già cambiato aspetto ed essere diventato inattaccabile.

È importante che una corretta educazione informi sui rischi della malattia, sulle contromisure per affrontarla e soprattutto sui benefici della vaccinazione nel bambino.

Il vaccino
Per la vaccinazione antinfluenzale, praticata nel muscolo del braccio ai più grandicelli, e nel gluteo ai bambini più piccoli, sono disponibili vari preparati a base di virus. In particolare il vaccino consigliato ai bambini è quello contenente soltanto alcune componenti di superficie del virus, in quanto conferisce un’ottima protezione e gli effetti collaterali sono ridotti al minimo. L’inoculazione del vaccino non provoca generalmente effetti collaterali di rilievo; in alcuni casi si possono manifestare lievi reazioni cutanee locali (arrossamento, gonfiore) di breve durata (massimo 48 ore). A volte, soprattutto quando il soggetto si vaccina per la prima volta, è possibile che, a distanza di 6-12 ore dalla vaccinazione, compaiano sintomi di tipo influenzale (febbre, dolori muscolari, mal di testa, brividi) in forma molto attenuata e transitoria (al massimo 48 ore). L’ultimo ritrovato, indicato anche in età pediatrica, è il vaccino virosomiale: il principio attivo in questo caso è veicolato da particolari particelle, costituite da sostanze grasse, dette appunto virosomi, che assicurano una migliore stimolazione del sistema immunitario.
È inoltre allo studio un vaccino in formulazione spray, che evita l’iniezione e favorisce indubbiamente l’adesione dei genitori.

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I farmaci di automedicazione
In farmacia si possono acquistare liberamente i farmaci di automedicazione comprovati da anni di utilizzo, quindi ben conosciuti e sicuri. Essi sono acquistabili senza bisogno di prescrizione medica e  recano indicazioni sulla modalità di somministrazione sul foglio illustrativo all’interno della confezione. Gli antibiotici servono soltanto in caso di complicazioni e devono essere prescritti dal pediatra.

Qualche regola pratica in caso di influenza
1- Evitare di sottoporre il bambino a sbalzi di temperatura, umidificare l’aria degli ambienti, bere molto in modo particolare spremute di agrumi ricchi di vitamina C
2- Evitare di vestirlo con abiti attillati e pesanti ma vestirlo a strati in modo da poter togliere alcuni indumenti quando si entra in ambienti riscaldati. Quando lo si porta fuori, nelle giornate particolarmente fredde, proteggergli,  oltre alla gola, anche la bocca, soprattutto in città
3-Mantenere la temperatura delle abitazioni non oltre ai 20-21 gradi, che consente all’organismo di adattarsi facilmente agli sbalzi
4- Importante è mantenere il bambino sempre bene idratato e fare in modo che nella sua dieta sia presente una buona dose di vitamina C
5-Nonostante il luogo comune, la “vera” influenza non causa disturbi intestinali. Questi si associano invece a sindromi simil-influenzali, dovute ad adenovirus o a enterovirus. Per alleviare tali disturbi si possono impiegare esistono antidiarrotici e fermenti lattici, che ripristinano la flora intestinale.


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