Per i nostri bambini, un’esposizione al sole sicura e protetta.

Per i nostri bambini, un’esposizione al sole sicura e protetta.

Il sole: un amico da prendere a piccole dosi, soprattutto per i più piccoli.


L’abbronzatura è fondamentalmente un sistema di protezione naturale della nostra pelle, tanto è vero che la prima reazione è l’eritema: una risposta infiammatoria che mobilita le cellule del sistema immunitario.

 

I momenti NO per stare al sole

 

  • Anche in una giornata nuvolosa ci si può abbronzare, mentre i momenti più a rischio di scottature sono le ore centrali della giornata e l’esposizione al sole dopo un temporale, quando i raggi ultravioletti, scomparse le nuvole in cielo, colpiscono la pelle con tutta la loro intensità.

 

I rischi

Soprattutto nei bambini, che sono di base più vulnerabili, il sole innesca i processi di invecchiamento della cute (in particolare gli UV-B, ai quali si aggiunge anche l’effetto degli UV-A) e determina un progressivo incremento del rischio di tumori della pelle. Si tratta di danni che, a parte il disagio della scottatura, non si manifestano subito ma in età adulta.

 

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I raggi ultravioletti B (UV-B), d’altra parte, promuovono l’inattivazione prima e la distruzione poi delle cellule di Langerhans, che nella cute giocano un importante ruolo di difesa immunitaria nonché di cooperazione ai processi riparativi. Per questo, non si può considerare sufficientemente protettiva l’applicazione dei comuni filtri solari soprattutto in caso di esposizione protratta: spesso le mamme si sentono psicologicamente tranquille dopo aver opportunamente spalmato di crema i propri bambini.

 

Quello che non sapevi sulla protezione dal sole

 

  • L’impiego di prodotti a protezione totale non sempre è opportuna. Essi impediscono qualsiasi forma di pigmentazione, e quindi l’attivazione di meccanismi di fotoprotezione naturale. Una copertura globale è perciò utile in caso di esposizione occasionale - e non continuativa - al sole.
  • Una reale protezione dovrebbe incominciare ancora prima dell’esposizione al sole e protrarsi con regolarità per l’intera durata di quest’ultima.
  • Un rischio ulteriore dell’esposizione al sole – in questo caso non agli ultravioletti ma ai raggi infrarossi -, tanto maggiore quanto più piccolo è il bambino, è la possibilità di una rapida disidratazione, che può essere ulteriormente favorita da un rapporto svantaggioso tra superficie e peso corporeo e dalla presenza di una cute arrossata e alterata nelle sue funzioni di barriera.
  • Non si devono infine trascurare altri effetti promossi dalle radiazioni solari, tra cui: la possibile insorgenza di reazioni di fotosensibilità o di fotoallergia, ad esempio legati all’ingestione di particolari farmaci o all’applicazione locale di profumi o creme (tra cui le stesse a base di antistaminici);

 

Un consiglio sulle creme solari dovrebbe essere sempre personalizzato, e cioè basato sulle caratteristiche di pigmentazione (il cosiddetto “fototipo”) del singolo bambino. Inoltre, si dovrebbero preferire quei prodotti a elevata sostanzialità e cioè tali da non essere asportati dall’acqua o da un semplice sfregamento sulla pelle.

Gli adulti hanno più o meno le stesse regole dei bambini, scopri come prendere il sole senza scottarsi  

 

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