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Messaggio dalla discussione:
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RAFFAELLA
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Accro
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Questa settimana vi propongo un tema leggermente diverso, ma che in molti casi ha a che fare con il crescente utilizzo della tecnologia. Come comportarsi quando un figlio (ma anche un nipote, una persona che ci sta a cuore) si chiude nel silenzio? Molto spesso liquidiamo la mancanza di comunicazione con "Sarà un periodo...." Nella vita ci sono periodi in cui la solitudine serve a ritrovare il contatto con se stessi e a capirsi meglio. L'adolescenza, periodo di grandi cambiamenti, rende ancora più difficile comprendere questi cambiamenti, sia per chi li vive che per chi gli sta accanto.
Quindi come comportarsi per aiutare chi sta vivendo queste difficoltà?
Non c'è mai una verità assoluta quando si parla di relazioni, ma solo esperienze che possono aiutarci a trovare una chiave nel caso specifico che si sta vivendo.
Su queste esperienze, le mie e le vostre, ci confrontiamo in questo spazio. La mia la potete trovare qui: http://www.desiderimagazine.it/article/vita-in-famiglia/bambini-e-adolescenti/silenzioesolitudinidiunfiglio.aspx
Raffaella
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Clara_f
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Normale
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Ciao Raffaella, ho appena letto la storia di Vittoria e Federico e non ho potuto non identificarmi con Vittoria. Anche io ho mille impegni e mi piace proprio stare in mezzo alla gente, senza comunicare non potrei proprio vivere! Anche io come Vittoria ho un figlio che è una vera ameba. Ho provato di tutto: far scegliere a lui le attività per tutta la famiglia, farlo portare fuori dal fratello più grande, far venire a casa le amiche che hanno figli della sua età, lo scorso anno siamo perfino andati in vacanza in un campeggio e mi sono sobbarcata più lavoro che a casa pur di farlo stare in mezzo a tanti ragazzi della sua età nella speranza che ne trovasse qualcuno con cui legare... Invece niente. Sempre cupo, sempre da solo. Non gli piacciono proprio le persone secondo me. E a questo punto io sono stanca: sono 18 anni che la mia vita ruota intorno a lui e al fratello, adesso sono abbastanza grandi da fare le loro scelte e le loro esperienze (almeno per quanto riguarda questo). Quindi da qualche mese non faccio proprio più niente. Gli parlo se mi parla o se c'è qualcosa di pratico da discutere e basta.
Il mio atteggiamento ha scatenato le ire di mio marito che insiste a dire che è ancora piccolo e che è nostro dovere guidarlo anche se lui non vorrebbe. Ma, come ho detto, sono stanca e penso sia ora che si prenda anche la responsabilità delle sue scelte.
Tu che ne pensi?
Grazie
Clara
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RAFFAELLA
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Accro
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Buon pomeriggio Clara,
la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il tuo post è che tuo figlio forse si sente schiacciato da una personalità così solare e comunicativa come la tua, e questo te lo dico non solo come psicologa, ma anche come figlia, ritrovo molto di mia mamma nelle tue parole! La seconda cosa che mi ha colpito è che sei passata dall'organizzargli la vita a parlargli solo in caso di necessità, e questo mi sembra un po' eccessivo, capisco che tu sia stanca di fare le cose al suo posto, ma dal momento che le hai fatte per 18 anni non puoi smettere di colpo. Leggendo la descrizione di tuo figlio mi sono immaginata un ragazzo molto timido ed insicuro, il tuo compito è quello di aiutarlo a trovare quella sicurezza e quella serenità che possono aiutarlo ad aprirsi di più con le altre persone. E questo si ottiene aiutandolo a coltivare le sue passioni e le sue inclinazioni in modo che possa trovare la sua via d'espressione.
un suggerimento estemporaneo: lascia che i vostri figli trovino da soli il modo per esprimersi, non sono ancora adulti ma non sono nemmeno dei bambini da accudire passo passo, e forse il tempo che riesci a recuperare lasciando i ragazzi alla loro vita, lo puoi dedicare a rilassarti con tuo marito, avete svolto un compito pesante in questi ultimi 18 anni è ora che vi godiate anche un po' di sano e meritato riposo.
Fammi sapere se ci saranno sviluppi.
Raffaella
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Clara_f
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Normale
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Ciao Raffaella, ho letto la tua risposta e continuo a trovarmi in difficoltà. So bene che i miei figli non sono più bambini ma nemmeno adulti, ma il problema sta proprio qui. Finché erano piccoli avevano bisogno del nostro aiuto nelle cose "pratiche", ma condividevano anche i pensieri e le emozioni. Ora invece, specie il piccolo, continua a pretendere che io lavi, stiri e cucini per lui, ricambiandomi con musi lunghi e silenzi ostinati. Capisco che siano l'età e la difficoltà di crescere, ma avrei almeno bisogno di sapere che gli sto facendo da cameriera per qualcosa, per aiutarlo ad essere almeno in futuro felice...
Credi che non abbia provato a sostenerlo nei suoi interessi? Ma non riesco più a capire quali sono! Il fatto che lui non parli, che non mi dica cosa vuole, ci toglie ogni appiglio. Per questo alla fine ci siamo arresi: prima mio marito, che si è liberato di ogni responsabilità e preoccupazione con il semplice "è l'età" e ora anche io.
Le conversazioni si limitano al necessario perché non ho idea di cosa parlare con lui. Ma se avessi la sensazione che è felice così, pazienza. Adesso invece mi sembra di venire meno al mio ruolo e vivo nella frustrazione di non poterlo aiutare.
Qualche consiglio pratico per fare breccia nel suo mutismo? Almeno quel tanto da capire se va tutto bene o no...
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RAFFAELLA
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Accro
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Un ottimo consiglio Lore, il trucco sta nel trovare il canale comunicativo che il ragazzo lascia aperto, e ce n'è sempre uno, a volte difficile da trovare perchè ai ragazzi piace far "tribolare" i genitori, in un certo senso li mettono alla prova e quando trovano la soluzione, sono molto soddisfatti ed orgogliosi dei loro genitori, e lo so perchè me lo dicono!
Il primissimo caso che ho seguito è stato quello di un ragazzo di 19 anni, che non comunicava affatto con la mamma, aveva un rapporto bello con il padre ma con lei solo "dov'è la camicia pulita o cosa fai di cena?" Io l'ho visto per problemi scolastici, ma le difficoltà in casa sono uscite subito e lui soffriva molto di questa cosa, anche perchè riteneva che la madre non gli volesse bene e preferisse la sorella più piccola, per questo non le parlava e si chiudeva nel suo guscio a soffrire. Nel chiacchierare con lui ho scoperto che aveva in comune con la mamma la passione per la lettura, quindi un canale comunicativo uguale ed aperto, ho iniziato a suggerirgli di far leggere alla mamma i libri che più gli piacevano e la stesso ho detto di fare alla signora. All'inizio è stato difficoltoso perchè i due continuavano a non parlarsi, ma su un mobile vicino alla libreria Andrea (il nome èdi fantasia ovviamente) ha iniziato a lasciare un libro e la mamma ha fatto lo stesso e libro dopo libro, hanno iniziato a scambiarsi anche le opinioni su quello che avevano letto e da lì hanno iniziato a parlare...con difficoltà e cautela ma hanno aperto un dialogo.
Non è facile comunicare con un adolescente un passo falso e tutti i progressi fatto fin lì si perdono, ma se si trova il modo e ci si conquista la sua fiducia allora sono molto leali e disponibili, un po' di fatica per aggirare i milioni di difese che hanno ma il seguito è tutta una piacevole scoperta.
Raffaella
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scozzia
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Normale
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bene ci provo ma badate che non sono brava a scrivere
io sono una mamma di 43 anni divorziata da 17 anni con un figlio di 18 a novembre
mi sono sposata giovane e per amore poi è nato mio figlio, ma il mio matrimonio è naufragato presto, e io con mio figlio non sono mai riuscita a parlare
vuoi un volta perchè dovevo mantenere la famiglia .quindi lavorare , vuoi perchè lavoravo via insomma fatto sta ce di parlare tra me e mio figlio niente, allevato da mia mamma , ora mi ritrovo ad avere dei bei contrasti del tipo ,
quando mia mamma è eausta dell suo comportament devo intervenire io , violenti liti , cose che io non mi sarei mai sognata di dire o fare a mia mamma , insomma niente punto di incontro
lo devo dire ho sbgliato su tutti i fronti , ma io non ho avuto i genitori fino a 8 hanni e mi risulta molto diff capire come si deve comportare un genitore , io da giovane avevo questi catti di ira ma erano dovuto da quello che ho passato in istituto , ma lui è statato allevato bene , perchè si comporta cosi e come devo fare a trovare un punto di incontro
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RAFFAELLA
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Accro
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Buona giornata Scozzia,
per prima cosa complimenti, allevare un figlio da sola affrontando la fine di un matrimonio d'amore, naufragato troppo presto, non è cosa per tutti.
Parlando di voi invece, gli scatti d'ira a 17 anni sono normali quasi quanto i silenzi, sono dovuti al fatto che si è arrabbiati per molte ragioni, alcune non si riesce neppure ad identificarle, tanto che a volte chiedo a qualcuno dei miei "ragazzi" "ma perchè sei arrabbiato? fammi l'elenco delle cose che ti danno fastidio." e la risposta è uno sguardo interrogativo, non riescono a dire con le parole quello che hanno dentro e questo li fa arrabbiare ancora di più. Spesso mi dicono che urlare serve a fare rumore, a far vedere che ci sono e che possonopartecipare ed influenzare la vita familiare, è il loro modo di provare a viverenel mondo dei "grandi" ma non avendo ancora le capacità e l'esperienza necessaria il risultato è discutibile su tutti i fronti. I genitori non capiscono perchè i ragazzi si esprimono solo urlando o alternativamente chiudendosi nel mutismo più assoluto, d'altra parte i ragazzi non trovano il modo di comunicare e quindi o urlano più forte o lasciano perdere qualsiasi sforzo di comunicazione.
Il mio consiglio è quello di iniziare a trattare tuo figlio da adulto, coinvolgendolo in privilegi e doveri del mondo adulto, a volte responsabilizzando i ragazzi si ottengono risultati sconvolgenti ed inaspettati, possiamo assistere ad un radicale cambio di personalità, dall'adolescente litigioso ed egoista all'adulto responsabile.
Una domanda però mi viene spontanea, il padre di tuo figlio, c'è stato è c'è nella sua vita? Parte delle sue difficoltà potrebbero essere dovute anche a quello, ma questo lo dovreste vedere insieme, basta che vi sediate davanti ad un gelato e con semplicità tu chieda il motivo della sua rabbia e con altrettanta semplicità tu gli spieghi le tue ragioni, prova e fammi sapere cosa succede.
Raffaella
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giovi72
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Débutant
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Ciao Raffaella ho scritto prima e mi sono accorta di non essermi firmata.Scusami ma ho poca praticità con il computer ,pian piano imparero. Pensi che sia corretto il comportamento che ho adottato con mio figlio di 16 anni.?'Premetto di non essere una madre invadente e oppressiva. Ho anche un altro figlio di 13 anni che pero è molto piu aperto e socievole che non mi da le preoccupazioni che mi dà il primo.Faccio bene a rispettare le loro diversità ?
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Normale
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Ciao a tutte,
sono nuova del forum ed ho letto oggi questo argomento che mi interessa in particolare perchè ho anche io una figlia di 15 anni, quindi adolescente, con tutte le problematiche del periodo. A volete mi rivedo in alcuni atteggiamenti che lei assume: chiusa nel suo mondo, muso lungo inspiegabile, discussioni con i genitori, se le chiedi cos'ha rispondescocciata;"niente!"ecc.
La differenza con la mia di adolescenza è il periodo in cui si vive, perchè trent'anni e passa fa non c'era lo stile di vita più libero, ritengo, rispetto ad oggi, i miei genitori erano più prudenti, non mi lasciavano uscire facilmente, io mi rifugiavo nella lettura e nella musica. Lei mi sciorina tutte le problematiche che si crea poi da sola: si vede brutta, non ha ancora avuto un ragazzo vero, solo degli innamoramenti platonici, il suo guadaroba non è quello giusto...poi credetemi tutte cose non vere, non le manca niente, ma tutto quello che le si dice a mo' di incoraggiamento non va bene, mio marito invece, le parla ironicamente, quasi scherzando...lei se la prende poi ci iride, io invece le rispondo seriamente, ma va peggio....Insomma, cosa si deve fare? Io temo che questi complessi che si crea se li porti avanti per anni Accetto dei vosti consigli, grazie
Anny
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RAFFAELLA
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Accro
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Ciao Anny,
per prima cosa, benvenuta nel club "nuovi adolescenti", non preoccuparti che siamo in tanti in questo club! e tutti con le stesse problematiche e difficoltà.
non credo che tua figlia si porterà aventi negli anni i crucci che ora la affliggono, è solo voglia di crescere la sua, troppo in fretta se la si vede con gli occhi dei genitori, troppo lentamente se la si guarda con i suoi di occhi. il suo è il desiderio di ogni quindicenne di oggi, cresciuta con i libri di Moccia ed i film adolescenziali, in cui le ragazze sono sempre molto belle e alla moda, e con tutti i ragazzi ai loro piedi, sono i classici sogni ad occhi aperti che ai tuoi tempi avrai fatto anche tu, sono cambiati i colori, ma la sostanza è la stessa. La sua irascibilità dipende dal fatto che il mondo dei sogni e quello reale non vanno di pari passo, per fortuna e quando dopo aver fatto un bel sogno si trova con mamma e papà in cucina allora si manifesta il disagio per l'intrusione della realtà imperfetta nel suo sogno perfetto. Parlarne va bene e sei brava a farlo, ma lasciale il tempo di vivere le sue fantasie, ovviamente ricordandole che la vita reale è più importante e che la sua deve ancora cominciare ed ogni giorno può essere una sorpresa...magari dietro l'angolo c'è anche il principe azzurro...
fatemi sapere come state, vi aspetto qui.
Raffaella
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tina29
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Normale
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Ciao Raffaela,
Anch'io sto attravversando per una situazione del genere, mio figlio ha 13 anni, ma sin da piccolo è stato sempre introverso,si arrabbia di tutto, parla a monosilabi "si ,no" io sono estroversa, ma questo non penso che sia il problema, magari il fatto che sono divorziata del padre e mi sono trasferita in Italia dal 2005 troppi cambiamenti secondo me, aldilà del suo carattere che è timido, non ha legato con i suoi compagni della prima media ed è stato bocciato addiritura, le maestre mi dicevano Signora suo figlio fisicamente è presente ma con la testa è proprio assente!
Io mi do un tempo per parlargli, ho cercato di sostituire la mancanza del padre con video giochi che alla fine hanno creato un mondo a parte, ho notato però che in questi ultimi mesi, parla di più, gica con gli amici a pallone, riesce a esprimersi meglio, da quanto ho visto potrebbe essere stato solo un periodo di "inizio all'adolescenza" se vogliamo chiamarlo cosi,
Comunque ritengo che il nostro compito come genitori sia quello di communicare senza alzare la voce, ma con un atteggiamento di ascoltare e poi di parlare..
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RAFFAELLA
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Accro
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Ciao Tina,
certo tuo figlio non ha vissuto momenti facili in questi ultimi quattro anni, la separazione dei genitori e contemporaneamente il trasferimento in un nuovo paese, quindi non solo nuovi amici e scuola ma nuovo paese! Comprensibile che si sia fermato e che sia anche stato bocciato, forse un bene per lui, ha dovuto vivere tanti cambiamenti e tutti molto vicini nel tempo. Aveva bisogno di tempo per capire ed assorbire quello che è accaduto nella sua vita. Tu sei stata brava a stargli vicino, rispettando i suoi tempi e ascoltandolo, infatti urlare in certi frangenti non fa altro che aumentare la confusione. Dare tempo e esserci anche solo per ascoltare è il modo giusto di stare vicini ai ragazzi! ed infatti lui piano piano sta tornando il ragazzino curioso e desideroso di amci e giochi che era.. In bocca al lupo a tutti e due!
Raffaella
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giovi72
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Débutant
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Cara Raffaella vorrei un consiglio su come comportarmi con mio figlio che tra qualche mese compira 13 anni.Il problema è che mio figlio quando fa qualche cosa che io e il padre non condividiamo si giustifica dicendo bugie una dietro l' altra aggravando di piu la sua situazione.Da premettere che sia io che il padre gli abbiamo sempre detto che la bugia è una cosa che ci ferisce in quanto siamo genitori severi ma comprensivi e che per noi è meglio una brutta verità che una grande bugia. Cosa mi consigli fare? .Quale atteggiamento devo adottare per evitare che continui a dire bugie anche da grande?Confido in una tua risposta e a presto.
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