Tutto sembra procedere tranquillamente e le tensioni risolte, anche se ormai sempre più raramente Giuliana e Francesco sono a casa contemporaneamente: il martedì e il giovedì sera Giuliana ha il corso di yoga, il sabato mattina va a fare compere con le amiche; Francesco da parte sua tra calcetto, corso di informatica e la corsa in bicicletta della domenica mattina ha ugualmente un’agenda molto fitta. Alla famiglia riunita è dedicata la domenica pomeriggio: si va a pranzo dai nonni o dagli zii e il pomeriggio lo si passa in qualche attività con loro e tutti i cugini.
Nessun problema, apparentemente, se non fosse per Marcello, il figlio più piccolo che, di punto in bianco, ha cominciato a fare battute su tutto e su tutti, spesso a sproposito. L’hanno notato gli insegnanti e anche il fratello maggiore, che però, ora che frequenta il liceo, è sempre meno a casa. Tutti hanno provato a fargli capire, ognuno a suo modo, che la sua ironia non era gradita, col risultato di farlo diventare ancora più tagliente.
Marcello arriva quindi ai colloqui con una spavalderia che non è certo tipica dei suoi 9 anni, ma dai suoi racconti è subito evidente che la sua non è nemmeno uno schermo per proteggere le sue insicurezze: la questione è familiare e l’origine è proprio il silenzio.
Che cosa è successo quindi?
Cosa hanno fatto Giuliana e Francesco:
- Il loro silenzio invece di rimanere di coppia è diventato, come nella maggior parte dei casi, di famiglia, coinvolgendo anche i figli
- Una volta che è calato il sipario sulla vita di coppia, entrambi i genitori si sono “dimessi” dal ruolo di marito e moglie e di genitori contemporaneamente e hanno ricominciato a ritenersi persone libere (e mentalmente lo sono), quindi sono tornati un po' ragazzini e vivono la vita con leggerezza degli adolescenti: questo ha generato confusione e paura nel figlio
- Per non arrivare al confronto e mantenere una sorta di armonia familiare i genitori sono passati dal vero silenzio fisico, al silenzio emotivo, che spaventa i ragazzi ancora di più: quando si cerca di mantenere una “normalità” che è in realtà artificiale, i ragazzi lo percepiscono e ne soffrono il doppio
Le reazioni dei ragazzi:
- La prima reazione è quella di pensare che l'atmosfera tesa tra i genitori sia stata colpa loro: si sono chiesti quindi cosa avessero sbagliato e si sono sentiti in colpa. Questa sensazione è stata ulteriormente alimentata dalle discussioni e dalle ramanzine sul rendimento scolastico o su eccessi di vivacità o pasticci combinati dai ragazzi, unici momenti in cui il silenzio fisico veniva rotto
- Il passo seguente è stato quello di cercare di mettere a posto le cose tra mamma e papà, ma dal momento che i ragazzi non conoscono le vere ragioni del silenzio e si basano su supposizioni, le strategie di riavvicinamento hanno spesso l'effetto contrario: le clownerie di Marcello non fanno sorridere né allentano le tensioni
- Alternativamente, sentendosi in difficoltà e non volendo peggiorare le cose, i ragazzi si chiudono in se stessi ed il silenzio in casa si fa terribilmente pesante. È il caso del figlio maggiore, che, diventando più autonomo, ha cominciato a svolgere la sua vita sempre più all’esterno della famiglia.
Nel forum questa settimana vedremo in generale quali strategie adottare per rompere il silenzio e riattivare la comunicazione. Se volete sottopormi dei casi specifici, vi proporrò alcune possibili soluzioni. Vi aspetto.