Lo stipendio è perfino superiore a quello di Andrea nei momenti migliori, ma l’impegno richiesto la costringerebbe a stare in ufficio fino a tardi o a portarsi il lavoro a casa.
Andrea si dimostra da subito molto orgoglioso della moglie e per nulla preoccupato della nuova situazione: ne vede il vantaggio pratico e, dopo 15 anni in cui ha praticamente mantenuto la moglie, crede di non aver più bisogno di dimostrare nulla. Piuttosto si prenderà la soddisfazione di rallentare un po’ e di godersi i figli ora che può ancora giocare con loro, finché le cose non miglioreranno anche nel suo settore. Poi, si vedrà.
E i ragazzi? Non si sentiranno trascurati?
Capita sempre più spesso che i ruoli nelle famiglie siano invertiti e la mamma lavora mentre il papà è a casa. E cosa succede ai bambini?
Niente... se viene loro spiegato che non ci sono ruoli predefiniti e che è vero che di solito è il papà ad andare a lavorare ma che ci sono momenti della vita che possono portare a dei cambiamenti più o meno definitivi.
Il problema nasce quando i bambini parlano fra di loro e allora gli altri bambini fanno notare che a casa loro è la mamma ad accudirli ed il papà ad andare al lavoro, magari riportando frasi che hanno sentito dai loro genitori. In queste situazioni basta spiegare ai bambini, con parole semplici quello che accade e perché. I bambini capiscono sempre molto bene quello che viene spiegato loro se questo viene fatto in modo adeguato alla loro capacità di comprensione.
Paradossalmente i problemi più gravi si hanno all'interno della coppia perché è difficile sostenere entrambi i ruoli:
- la donna che lavora, perché quasi sempre viene accusata di trascurare egoisticamente la famiglia per la carriera, quindi, implicitamente, di non amare abbastanza i figli e il compagno, così i sensi di colpa aumentano
- l'uomo che sta a casa invece sente di non contribuire in relazione alle sue forze ed alle sue possibilità al menage familiare. Spesso in questo caso si nota un atteggiamento più depressivo e votato al non far niente per uscire dalla situazione.
I bambini entrano in crisi quando si rendono conto che i genitori si trovano in una situazione di disagio, che vivono intrappolati in ruoli che non vorrebbero.
Come proteggere i figli? Sembrerà banale, ma la soluzione è sempre il dialogo, con se stessi prima di tutto: chiarirsi bene quali sono gli obiettivi, i bisogni della famiglia, i sacrifici da fare e la propria reale volontà di affrontarli. E poi con il partner, il nostro “asso nella manica” in una situazione un po’ anomala come questa, con cui è fondamentale essere complici e volersi bene, forse più che in una situazione normale, tenersi per mano e andare avanti.
Torna a tutti i temi
Vai alla discussione su questo tema