Un adolescente in famiglia

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Un adolescente in famiglia Atteggiamenti, comportamenti che mettono tutti a dura prova. Cerchiamo di capire quanto lo sviluppo della sessualità ne sia responsabile.

Che l’adolescenza sia una fase della vita in cui si è più propensi ad uno slancio verso l’incertezza del futuro piuttosto che ad uno sguardo rassicurante verso il presente o il passato è una certezza di dominio comune.

Il termine “adolescenza” quasi mai viaggia da solo, spesso è accompagnato dal sostantivo “CRISI” che crea intorno ad esso un sentore di pesantezza quasi soffocante.
Spesso si fa riferimento all’età critica, alla crisi nel rendimento scolastico, alla crisi nelle dinamiche familiari quando, come soggetto preso in causa, vi è un adolescente.

Ma che cos’è questa crisi e a che cosa è funzionale?
Usciamo un momento dal nostro schema mentale che ha strutturato, intorno a questo fenomeno, una connotazione negativa e vediamolo da un altro punto di vista. Ogni fase della vita che individuiamo come “critica” in realtà rappresenta una fase  di passaggio, di transizione da uno stato consolidato ad uno nuovo e sconosciuto. Si tratta di  cambiamenti che perdono la loro colorazione negativa solo se ci rendiamo conto che, in realtà, si tratta di crescite.

Nella vita di ciascun individuo il passaggio dalla fanciullezza alla maturità è forse il più carico di significati, il bambino che non è più bambino e l’uomo che non è ancora tale. Non esiste altra fase dell’esistenza umana come l’adolescenza, in cui la crescita sia fortemente caratterizzata da aspetti legati alla sessualità e al consolidamento della propria identità.
Così, l’adolescente si comporta come se procedesse nelle relazioni interpersonali per tentativi ed errori, per poi stare ad osservare ciò che ne consegue, con un “fare” quasi distaccato, mentre si sperimenta con modalità differenti in seno alla famiglia e nel gruppo amicale.
La necessità di creare spazi protetti propri ed inviolabili è funzionale alla ricerca della propria autonomia che non è  solo fisica, dal momento che ad uno spazio di tipo corporeo ne corrisponde e consegue necessariamente uno psichico. Vi è l’esplorazione di se stessi, del proprio corpo che in questa fase, conosce rapide trasformazioni diventando una sorta di “accessorio” che l’adolescente porta con sé cercando di entrarvi costantemente in possesso e, quindi, in relazione.
 La consapevolezza dei mutamenti fisici favorisce senz’altro il processo di accettazione del nuovo stato d’essere per poi procedere verso la costruzione della propria identità, nel senso più globale.
Durante l’età che va dai 12 ai 16 anni iniziano a manifestarsi fantasie consapevoli che creano, anche se virtualmente, i presupposti che contraddistingueranno la relazione con l’altro. Si tratta di un fenomeno fisiologico che, mentre nel bambino piccolo ha quasi sempre una funzione di conoscenza ed esplorazione, nell’adolescente diventa  sperimentazione e alla percezione del piacere fisico.
Il ragazzo che si isola dal contesto familiare alla ricerca di un ripiegamento su se stesso è la stessa persona che, nel gruppo agisce la propria sessualità attraverso giochi corporei con i coetanei dello stesso sesso e che usa il proprio corpo in maniera goffa, irruente ma che è anche capace, nel rapporto con l’altro sesso, ad approcciarsi sfoderando atteggiamenti tipicamente virili nel tentativo di essere accettati. Allo stesso modo la ragazza esprime la propria sessualità attraverso l’uso di armi di seduzione, così innate da uscire allo scoperto improvvisamente e inaspettatamente e di fronte alle quali i genitori, soprattutto i padri, rimangono sorpresi e spaventati.
L’esplosione di sessualità, propria di questa età, è funzionale al processo di separazione e differenziazione che porterà il fanciullo insito ancora nell’adolescente ad essere l’uomo o la donna maturi di domani.
L’identità di genere, la consapevolezza, cioè, dell’essere maschio o femmina, che ancora nell’età adolescenziale non è consolidata, si esprime attraverso la ricerca di fare gruppo con coetanei dello stesso sesso, al fine di agevolare il processo di rafforzamento identitario. E’, infatti, abbastanza frequente notare, soprattutto nel contesto scolastico,  come ragazzini e ragazzine fra loro,  facciano vite separate costruendo relazioni esclusive e selettive, fino a quando, lentamente, l’identità di genere prende forma e si viene a creare il senso di appartenenza, da questo momento l’interesse si sposta verso l’altro sesso che non è più vissuto come estraneo e minaccioso,  ma complementare.

Un vissuto consapevole rispetto a questo periodo della vita ed una sperimentazione di se stessi, anche e soprattutto dal punto di vista sessuale, che sia esente da sensi di colpa di cui, a volte, sono carichi cultura ed educazione, sono i presupposti per far sì che gli adulti di domani possano esserlo nella loro completezza di persone con una identità sessuale ben consolidata e strutturata.