Dal momento che tutto si apprende tramite l'osservazione e l'esempio, anche comportamenti che potremmo definire non opportuni e produttivi, come il fumare o il bere, perchè mai dovremmo considerare esente da questo meccanismo proprio la sessualità?
Il bambino che sarà adolescente impara la modalità di essere coppia dai suoi genitori, respira l'atmosfera creata dai due, si nutre del rispetto, dell'affetto e dell'amore che circola all'interno di quella coppia e fa proprie certe modalità di comportamento reciproco.
Ma non è solo la famiglia unica responsabile dello sviluppo psico-sessuale dell'adolescente e dobbiamo tenerne conto quando assistiamo a episodi di cronaca in cui risulta evidente una trasformazione comportamentale da parte dei giovani rispetto alla gestione della sessualità. Di fatto si osserva la tendenza a sostituire la ricerca di senso con la ricerca di sensazioni, a prova di ciò vi è una larga diffusione dell'uso di sostanze psicoattive e dalla tendenza di agire comportamenti estremi.
Ma quale potrebbe essere la causa? Sicuramente il nostro contesto sociale si rivela essere propenso all'edonismo, alla ricerca convulsa del piacere.
Cito a questo riguardo un pensiero di M. Lodi:
“Spesso noi genitori ci prodighiamo, utilizzando e disperdendo quantità esagerate di energia per fare in modo che nostro figlio cresca con la certezza (illusione) che il mondo sia un posto esente da sofferenze e allontaniamo a questo scopo ogni possibile ed eventuale frustrazione dalla sua persona, stimolando inconsapevolmente il ricorrere a sostanze, come la cocaina quando da adolescente e poi da adulto cercherà sempre di essere “al meglio”, sempre all'altezza delle proprie aspettative e di quelle degli altri”.
Focalizziamo ancora il discorso sulla sessualità dell'adolescente: a quali stimoli è sottoposta continuamente e quotidianamente la sua mente ancora in formazione?
Sicuramente ad un contatto continuo e continuativo a visioni e modelli che i media offrono della sessualità dove è sempre più marcato l'utilizzo del corpo svelato, nudo, sessuato e sessuale.
Inoltre l'accesso ai media interattivi, dove internet fa da padrone, ha grandemente favorito il passaggio dalla gestione della sessualità come fatto privato ad uno pubblico, da condividere e da ostentare.
Il ricorrere continuamente a comportamenti a rischio attraverso le chat espone i giovani e le giovani ad incontri con perfetti sconosciuti in nome di ciò che noi adulti abbiamo creato, il concetto di villaggio globale, dove tutti occorre che si conoscano e dove devo essere conosciuto da tutti riprendendo un pò lo schema del grande paese ma sottraendo da esso tutta la componente affettiva ed emotiva che legava e lega le persone che vivono in un piccolo centro e che creano una comunità, con i vantaggi e gli svantaggi del caso.
Di fronte a questa immagine così devastante e piena di contraddizioni che il mondo adulto offre all'adolescente scopriamo però, che egli in realtà è pieno di risorse ed ancora una volta ci insegna qualcosa. Apparentemente il giovane è esente da coinvolgimenti emotivi in realtà egli attraverso le relazioni amicali e di coppia cerca amicizia, rispetto, amore. Spesso rivela molta fragilità quasi che non possedesse un vocabolario idoneo per intercettare e accettare le mille sfumature emozionali che l'incontro con l'altro gli offre. Egli cerca delle “storie” così sono chiamate oggi le relazioni a due, benchè sporadiche e fuggevoli non si rivelano mai essere esenti da veri coinvolgimenti, spesso capita che i ragazzi si dimostrino non attrezzati alle possibili frustrazioni che da esse possono derivare e compiere gesti malsani e dannosi per la propria persona, ma questo è argomento di cui abbiamo già trattato.
Inoltre scopro venendo a contatto con molti giovani tra i 15 e i 17 anni che se anche paiono ipersessualizzati hanno sviluppato un meccanismo di difesa tale che di fronte ad immagini “forti” di tipo erotico e pornografico dimostrano freddezza, probabilmente le stesse immagini imbarazzerebbero molto i loro genitori.
Concludo facendo appello accorato alle potenzialità della famiglia, qualsiasi messaggio provenga dall'esterno è il contesto familiare che deve fare da filtro, è la struttura su cui poggia il nuovo adulto, è luogo di ascolto che dovrà sempre essere “attivo” e di chiara disponibilità ,dovrà dimostrarsi un vero “contenitore” delle ansie di un bambino e di un adolescente in crescita.
Le parole chiave che sottoporrei ai genitori di oggi sono:
- cercare sempre di instaurare e mantenere una comunicazione “affettiva"
- porsi sempre nel ruolo di “allenatori emotivi”
Concludo con una frase di P. Freire:
“Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme con la mediazione del mondo”.