Il bambino. I canali di percezione del bambino alla nascita e nei primi anni di vita sono molto aperti, anche uno stimolo discreto potrebbe essere percepito in maniera esagerata se non ci fosse la madre a fare azione di contenimento. L'intero suo corpo è fonte di intense sensazioni che normalmente sono piacevoli e gratificanti e il contatto fisico con le figure significative sono situazioni relazionali che esprimono la sessualità infantile.
Succhiare il latte tra le braccia della mamma è molto appagante e poterlo fare beatamente è il presupposto per poi ripetere il vissuto di serenità tra le braccia di un amante.
In età prescolare il bambino osserva il proprio corpo e quello del sesso opposto con una esigenza naturale ed istintiva di conoscenza.
La pubertà. Fino alla pubertà, quindi fino ai 10 – 12 anni, l'espressione della sessualità si esplica attraverso l'interesse verso le relazioni amicali, è l'età dell'amico-a del cuore.
In questo periodo si evidenziano anche le paure rispetto al diventare grandi e al dover passare da una sessualità solo immaginata ad una agita.
Il periodo della pubertà è quello in cui i ragazzi si preparano ad entrare in una fase di organizzazione sessuale che sarà al servizio della procreazione. Il corpo si trasforma,
la comparsa della prima mestruazione e lo sviluppo del seno per le femmine e il manifestarsi delle polluzioni notturne, per i maschi segnano prepotentemente un'importante crescita fisica e psichica.
Entrambi i sessi sperimenteranno l'intensificarsi dell'attività autoerotica e le prime infatuazioni.
L'adolescenza. In questo periodo si assiste al reclamare l'esercizio della sessualità, fino ad allora ad appannaggio degli adulti,ed è un tipo di sessualità “predatoria”in cui vi è poco interesse per i bisogni del partner, soprattutto nel maschio. La femmina pone molta attenzione al proprio potere di seduzione.
L'attenzione per il partner segna l'avvenuta maturazione psicofisica, i maschi riconoscono nelle femmine qualità apprezzabili, e viceversa.
I ragazzi fantasticano rapporti con donne famose e connotate come oggetti sessuali, le femmine invece immaginano le persone che conoscono e che amano.
In genere il primo rapporto sessuale avviene in media tra i 14 e i 16 anni, spesso è connotato come un rito di passaggio, un'iniziazione.
L'età adulta. Quando l'adolescenza lascia il posto all'età adulta l'individuo vive una certa stabilità nella propria struttura di personalità, ora dovrebbe essere avvenuto il distacco dalla famiglia di origine. La coppia di questo periodo della vita usa molto la sessualità come modalità di relazione preferenziale, di contatto, di conoscenza e di gioco, la funzione riproduttiva, invece, in realtà sarà utilizzata soltanto 1 o 2 volte nell'intera vita.
Il secondo periodo dell'età adulta è caratterizzato dal ridimensionamento delle capacità sessuali nell'uomo e nella comparsa della menopausa nella donna. Entrambi questi fattori possono causare uno stato di “lutto” che può generare depressione o reazione di negazione della sessualità stessa.
Oggi, l'aspettativa di vita oltre la fase di climaterio è di circa 30 anni, per cui perchè non parlare anche di una sessualità dell'anziano?
La terza età. L'anziano non è un essere asessuato così come siamo portati a credere secondo credenze e stereotipi e anche quando non è più possibile avere rapporti di tipo genitale, l'anziano può esprimere la propria sessualità utilizzando altri canali, ad esempio il ritrovare slanci di tenerezza, sensorialità e sensualità durante il rapporto, che potevano sembrare assopiti o inesistenti.
La sessualità è una componente che ci appartiene, che ci caratterizza e ci accompagna per tutta la vita, si modifica nel cammino e insieme modifica il nostro mondo interiore rendendolo affascinante e sempre nuovo.