E' tutta colpa del desiderio?

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E' tutta colpa del desiderio? Le giovani coppie trovano sempre meno occasioni di fare l'amore, di avere momenti di intimità. Vediamo quali cause potrebbero essere responsabili di questo fenomeno ormai divenuto oggetto di studio sociale oltre che sessuologico.

Che cos'è il desiderio? E' un'energia personale, una proiezione che si scatena verso un qualcosa, un qualcuno ,altro da noi. Il famoso “oggetto del desiderio”  è la meta a cui aspira tutta questa energia che una volta raggiunta fa placare lo stato di tensione lasciando il posto ad un appagamento generale.

Ma da dove nasce il desiderio? Partendo dal presupposto che il “desiderare” non riguarda solo esclusivamente la sfera sessuale ma fa parte di un'istanza prettamente umana che investe l'esistenza in generale, non è possibile parlare di desiderio senza prendere in considerazione il concetto di “attesa”. Il desiderare si nutre del tempo che intercorre tra l'energia che si scatena e che protende verso l'oggetto ambito e il raggiungimento dello stesso.

Non c'è desiderio se non vi è attesa.

Il Desiderio nasce nel cervello e passa attraverso quella che viene definita zona “metapsicologica” o più semplicemente nell' “Io”. Esso è costituito da tre componenti: la prima caratterizzata dall'istintualità, dalla pulsione; la seconda dagli affetti, la tenerezza; la terza dall'immaginario, dalle fantasie.

L'uomo, così come la donna, possiede tutti gli strumenti per attivarsi nel desiderare a livello sessuale, tuttavia si osserva in ambito clinico una significativa diminuzione del desiderio nella coppia e sempre più spesso capita in consulenza sentire frasi del tipo” non mi interessa più, fare l'amore è diventato come un obbligo” oppure “Non so più quale scusa inventare, questo mi fa stare male e vorrei rimediare per salvare il mio matrimonio”. L'energia che si scatena e che diviene desiderio sessuale è espressa anche da un bisogno che, a volte, diventa urgente tanto quanto è alta la tensione creata.

 La nostra capacità anche di simbolizzare canalizza questa energia che diviene attesa e nel mentre si modifica, si trasforma diviene così sofisticata e ricca che nel momento dell'agito assume modalità molto creative che fanno del rapporto sessuale un'esperienza appagante, unica e molto coinvolgente.

Ma nell'era del “tutto e subito” non abbiamo forse perso la capacità di attendere? Siamo così capaci di proiettare le notre aspettative, i nostri desideri senza provare il benchè minimo sentimento di frustrazione? La frenesia delle nostre giornate ci lascia tempo e spazio per fantasticare, per attivare la nostra componente erotica?

La coppia si ritrova la sera esausta, spesso già proiettata con il pensiero all'indomani al punto da non riuscire quasi più a vivere il presente e a godersi anche quei pochi istanti di libertà. Come se non bastasse la tendenza generale è quella di impegnare in modo quasi compulsivo anche il tempo libero: cene con amici, cinema, discoteche, viaggi densi di impegni.

Succede sovente che il desiderio nasca all'interno della coppia proprio in quei momenti dove risulta impossibile agire un rapporto sessuale, ad esempio in un luogo pubblico e risulta essere assente quando il contesto potrebbe essere favorente. Capita anche che questa energia che di norma si trasforma in energia sessuale venga canalizzata altrove, ossia cambia la meta finale.

Proviamo a spiegare. Questa è l'epoca del protagonismo dove ognuno è chiamato a mettere in evidenza le proprie competenze e ad emergere, molta della nostra energia cosiddetta libidica è utilizzata per questo scopo, giovani uomini e giovani donne sono impegnate nel campo lavorativo in tutta la loro persona, fare carriera è l'imperativo vigente . Per una donna la questione si complica perchè dovrà dimostrarsi “all'altezza” in campo lavorativo, sociale e familiare. Quanta energia!! Pochissima rimane alla coppia per mantenere alta la carica erotica e sessuale.

La consapevolezza di ciò potrebbe essere la strada giusta da intraprendere per ovviare ad una situazione che a volte si rivela senza via d'uscita. Recuperare degli spazi “esclusivi” e intimi che possano ricreare atmosfere e nuove e stimolanti aspettative.

E' curioso notare come nella coppia consolidata siano conosciuti i gusti alimentari dell'altro tanto che al ristorante l'uno potrebbe ordinare per l'altro senza sbagliare, ma che spesso non sia affatto conosciuto ciò che piace all'altro nel rapporto sessuale. E' un fatto di comunicazione, di scambio, di vera intimità e tutti questi fattori insieme possono riattivare il desiderio spento dalla consuetudine e dal dare per scontato.

Termino con una frase di B. Spinoza che può essere d'aiuto per pensare prima di tutto alla propria capacità di desiderare per poi metterla a disposizione del proprio o della propria partner:

“Il desiderio è la tristezza che riguarda la mancanza della cosa che amiamo”.

 

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