Innanzitutto una premessa. Mal di orecchio e otite non sono necessariamente la stessa cosa. Il primo, oltre a essere un possibile sintomo di otite, può sussistere anche come disturbo a sé stante, denominato per l’appunto dai pediatri “otalgia”. Viceversa l’otite, termine con cui si indica di solito l’infezione dell’orecchio medio, in cui si trovano gli ossicini dell’udito, potrebbe anche decorrere senza dolore, la cui entità, tra l’altro, non è nemmeno proporzionale al grado di arrossamento della membrana timpanica, che è un classico elemento diagnostico.
I dati indicano che il 75% dei bambini al di sotto dei tre anni va incontro ad almeno un episodio (Rovers MM et al. Lancet. 2004; 363:465– 473), e in Italia si stimano oltre un milione di casi ogni anno (Angeloni S. Atti del XX Congresso Nazionale di Antibioticoterapia in Età Pediatrica, Milano, 2001).
Questa realtà è spiegata dai seguenti elementi:
· la facilità di trasmissione dei microrganismi patogeni per l’orecchio, soprattutto nelle comunità, quali asili nido, scuole materne ed elementari
· peculiarità anatomiche: nel bambino gola e orecchio si trovano sullo stesso piano cosicchè le secrezioni dal naso possono facilmente raggiungere l’orecchio; inoltre la tuba di Eustachio, che riequilibra la pressione tra orecchio medio e gola, non è ancora in piena efficienza;
· fattori immunitari: nell'organismo del bambino il sistema difensivo giunge a completa maturazione solitamente dopo il sesto anno d’età, cosicchè si parla spesso di “verginità immunologica”.
Altri fattori favorenti l’otite media sono l’utilizzo del succhiotto, che triplica il rischio di otite, e l’esposizione al fumo passivo, mentre l’allattamento al seno svolge un ruolo protettivo nei più piccoli.
Come riconoscere l’otite
Nel bambino più grande la diagnosi non comporta particolari difficoltà: la febbre è sempre l’elemento guida e l’esplorazione del timpano, eseguita dal pediatra, come già accennato, conferma la diagnosi. Nel lattante il mal d’orecchio è spesso associato a otite, che, oltre all’aumento di temperatura, si accompagna a irrequietezza, frequenti risvegli notturni con piantoinsistente e apparentemente ingiustificato. Un semplice metodo per capire se il bambino ha mal d’orecchio è distrarlo con un gioco e premere con il dito indice sul trago (quella prominenza al centro del padiglione auricolare che copre il condotto uditivo). In caso di mal di orecchie il bambino mostrerà una reazione vivace
Cosa fare
L'otite non comporta rischi particolari né per l'udito né in generale per la salute del bambino, purchè riconosciuta e curata tempestivamente. Alcuni bambini vanno incontro a numerosi episodi di otite, che possono essere favoriti da svariati fattori, come una tonsillite cronica, un forte raffreddore o lo stesso inquinamento ambientale. L’eventuale terapia antibiotica spetta sempre al pediatra. Devono sempre insospettire una brusca riduzione dell'udito (ipoacusia), la fuoriuscita dall'orecchio di materiale purulento o maleodorante (otorrea) e l'attenuazione della reattività del bambino agli stimoli esterni, soprattutto se accompagnata da sonnolenza o torpore.