Allergie e intolleranze alimentari
Approfondiamo un tema sempre più diffuso e condiviso, le reazioni negative al cibo: differenze e identità di allergie e intolleranze alimentari.
Sia le allergie che le intolleranze alimentari fanno parte delle
reazioni avverse agli alimenti che si suddividono in
reazioni tossiche, che possono colpire tutti, a condizione che venga introdotta una dose di tossina sufficiente, e sono legate alla presenza di una o piu’ tossine come ad esempio quelle contenute nell’Amanita phalloides o in alcune conserve non ben sterilizzate (botulino) e
reazioni non tossiche che, pur risultando innocue per la maggior parte delle persone, possono causare problemi anche gravi su alcuni individui (allergie e intolleranze alimentari).
Le
allergie sono reazioni mediate dal sistema immunitario che avvengono in risposta all’introduzione di sostanze estranee all’organismo dette antigeni o allergeni.
Le
intolleranze alimentari sono invece reazioni non mediate dal sistema immunitario, sono dose-dipendenti e sono determinate da sostanze presenti negli alimenti oppure dovute a disturbi della digestione o dell’assorbimento dei principali costituenti alimentari.
In genere le allergie compaiono abbastanza rapidamente dopo l’esposizione all’allergene e, una volta sensibilizzato l’organismo, ne basta una piccola dose per scatenare reazioni che possono essere anche piuttosto pericolose per la salute.
In Italia e’ in vigore da qualche anno una normativa (Direttiva 2003789/Ce, recepita in Italia con D.L. 8 febbraio 2006, n.114), nota come Direttiva allergeni, che identifica una serie di ingredienti, ritenuti responsabili di oltre il 90% di tutte le reazioni allergiche, che devono necessariamente essere riportati in etichetta sulle confezioni dei prodotti alimentari. Si tratta di cereali contenenti glutine (cioè frumento, segale, orzo, avena, farro, kamut e i loro ceppi ibridi) e derivati; crostacei e prodotti derivati; uova e prodotti derivati; pesce e prodotti derivati; arachidi e prodotti derivati; soia e prodotti derivati; latte e prodotti derivati (compreso il lattosio); frutta a guscio cioè mandorle, nocciole, vari tipi di noci e prodotti derivati; sedano e prodotti derivati; senape e prodotti derivati; semi di sesamo e prodotti derivati; anidride solforosa e solfiti in concentrazione superiore a 10 mg/kg o 10 mg/l espressi come SO2.
Le
intolleranze alimentari sono invece legate generalmente alla carenza o alla mancanza di enzimi necessari per digerire alcune sostanze.
Piuttosto noto e abbstanza comune e’ il deficit dell’enzima lattasi, necessario per digerire il lattosio (zucchero contenuto nel latte vaccino) e la cui carenza porta all’intolleranza al lattosio. Altro esempio e’ il deficit di un enzima che porta a gravi conseguenze in seguito all’ingestione di fave (favismo).