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Prodotti di stagione:una scelta ecologica ed...economica!
Consumare prodotti di stagione, preferibilmente non d'importazione, è più economico per la spesa di famiglia ed è anche ecologico per l'abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra.

Se la voglia di ciliegie vi assale in dicembre e se una macedonia senza uva vi pare improponibile nel menu primaverile per la comunione di vostra figlia, fermatevi per un attimo a pensare. Secondo i dati presentati dalla Coldiretti  l’ottobre scorso al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione di Cernobbio, per soddisfare i vostri capricci le ciliegie devono arrivare dal Cile, con un viaggio in aereo lungo 13mila chilometri, consumando 5,8 kg di petrolio e emettendo 17,4 chili di anidride carbonica; mentre l'uva - che troviamo in vendita al supermercato praticamente tutto l’anno - deve arrivare dal Sudafrica, dopo un viaggio di 8mila chilometri, bruciando 4,35 kg di petrolio e liberando 13,2 chili di CO2.

Numeri allarmanti che non possono lasciarci indifferenti, soprattutto se vogliamo dare una mano a proteggere la terra dal riscaldamento globale. È ora di invertire la rotta, appropriandoci di un nuovo modo di consumare più consapevole, più ecologico e più sano. Possiamo scegliere, per esempio, di acquistare direttamente dagli agricoltori e allevatori cibi di stagione “a km zero”, cioè prodotti vicino a dove viviamo. Internet in questo senso ci può dare una mano: sul sito Campagna Amica si trovano le aziende agricole che nel proprio comune, provincia o regione vendono direttamente e, sempre online, sul sito Milk Maps è disponibile l'elenco dei distributori automatici di latte fresco.

Un’altra idea potrebbe essere quella di iscriversi al G.A.S. più vicino a casa: per chi ancora non li conoscesse, i Gruppi d’Acquisto Solidali sono gruppi di persone che, senza scopo di lucro, condividono l’idea di fare acquisti collettivi, principalmente da produttori piccoli e locali, senza intermediazioni e a prezzi equi, nel rispetto delle persone e dell'ambiente, al solo scopo di distribuire tra gli aderenti i prodotti acquistati.

Oggi la spesa “ecologica” può essere fatta anche al supermercato, semplicemente seguendo alcuni semplici accorgimenti. Per esempio, leggendo attentamente le etichette dei prodotti esposti prima di metterli nel carrello eviteremo di acquistare cibi che arrivano da lontano con mezzi di trasporto inquinanti. Oppure, fermandoci qualche minuto in più nei corner - oramai presenti nei principali centri commerciali - che espongono “le eccellenze” agro-alimentari locali potremo acquistare formaggi, vino, olio, salumi e tante altre gustose specialità a km zero.  

Una spesa davvero “verde” deve fare attenzione alla confezione dei cibi che acquistiamo. Se vogliamo contribuire a ridurre il problema dello smaltimento dei rifiuti, è meglio scegliere prodotti con imballaggi biodegradabili, oppure fatti di un solo materiale perché più facili da riciclare. Preferiamo frutta e verdura non imballata, per poi riutilizzare il sacchetto - se in mater-bì - per la raccolta differenziata dell’umido.

In conclusione, un rapido cenno a cosa di buono, di sano, e soprattutto di ecologico, l’orto vicino a casa ci può offrire in questo mese di aprile. C’è l’imbarazzo della scelta, perché nel clima mite d’inizio primavera maturano asparagi, fave, piselli, spinaci, tutti i tipi di lattuga, ravanelli, catalogna, tarassaco, valeriana, erba cipollina e menta. A voi sbizzarrirvi in gustose ricette a zero impatto ambientale!

 

 

 

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