Dolce bucato

Votate


Il voto di questo articolo è:

Condividi

Dolce bucato Risparmio energetico in casa: acqua dura o dolce? Quanto incide la qualità dell’acqua sul bianco e sul risparmio energetico? Primo piano sul bucato intelligente.

Sei alle prese con il cesto straripante dei panni e ogni volta che riempi la lavatrice ti fai sempre le stesse domande: quanto detersivo metto nella vaschetta e quanto aumenterà la bolletta della corrente questo mese? Le istruzioni dei detergenti di qualità sono chiare: la quantità dei misurini da utilizzare per un carico di lavatrice varia a seconda dello sporco della biancheria e della durezza dell'acqua: dura, appunto, media o dolce. In quest'ultimo caso, la quantità di detersivo necessaria è inferiore, con conseguente risparmio economico e minore inquinamento.
Ma da che cosa dipende la durezza dell’acqua? Questa dipende dalla quantità di calcio e magnesio disciolti, che in particolari condizioni (le alte temperature e la composizione chimica del detersivo) si solidificano e diventano calcare. L'acqua calcarea è quindi l'acqua dura, che procura danni alla lavatrice e alla lavastoviglie e che rende le lenzuola grigiastre e gli asciugamani ruvidi al tatto. Per ovviare ai risultati pessimi in termini di igiene e pulizia di un lavaggio con acqua dura i detersivi contengono nella loro formulazione ingredienti che ne bloccano l'azione negativa. Più alta è la durezza dell’acqua maggiore è la quantità di questi ingredienti e quindi di detersivo, che deve essere dosata. La durezza si misura in gradi francesi. L’acqua è considerata dolce quando è caratterizzata da un valore inferiore a 5, mentre è considerata dura a valori superiori a 25.

Come procedere, dunque, per non sprecare energia, non rovinare la lavatrice e far rendere al massimo il detersivo per avere un bucato, bianco, splendente e un pulito veramente perfetto?

In primo luogo è bene scegliere un detersivo di qualità, per esempio liquido, che garantisce con la giusta un elevato rendimento anche a 30 e 40 gradi senza sprechi. In secondo luogo ottimizziamo … l’arte del bucato! Puntiamo sui cicli brevi a pieno carico, a basse temperature per un bucato bianchissimo e igienicamente sicuro.

A tale proposito ecco un utile documento da tenere a portata di mano: le linee guida dell'ENEA (l’Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente), che trovate qui:

http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/doc/risparmio_casa_agg.pdf

 Il terzo “step” è indagare sulla qualità acqua che circola nelle tubature di casa. Non si tratta di addentrarsi nei meandri della burocrazia, è semplice: basta chiedere all'ente che eroga l'acqua nella tua città. Se vivi a Milano o a Roma trovi indicazioni anche online.
Ecco un esempio:

http://www.metropolitanamilanese.it/h2o/files/docs/AnalisiAcqua.pdf

Per misurare la durezza dell’acqua, in alternativa puoi ricorrere alla misurazione fai da te: in ferramenta, in un centro di idraulica o nei negozi di acquari trovi dei kit di test, che costano dai dieci ai venti euro che funzionano in modo intuitivo.
Se a casa tua scorre acqua molto dura, puoi valutare l'opportunità di acquistare un addolcitore, un apparecchio installabile dal tuo idraulico che sfruttando alcune resine trattiene i sali contenuti nell'acqua mantenendo gli elettrodomestici liberi da calcare ed in ottimale efficienza energetica.
 

Se ti è piaciuto questo articolo, potrebbe piacerti anche:

A ogni tessuto il suo trattamento

 

Novità
Vuoi saperne di più?
Dash non si cambia...perché più bianco non si può!
> Vuoi saperne di più?
> Tutte le novità