Piante grasse, spinose col cuore tenero
Riproducono un giardino del deserto in casa, le “succulente” (più comunemente conosciute come piante grasse): perfette per le zone rocciose dal mare ai monti, ma anche capaci di trasformare le case e i balconi di città in ambienti tropicali.
Infatti, dalle foreste del Brasile agli aridi deserti del Sud America, dal livello del mare dei paesi del Mediterraneo alle alte vette della Bolivia, le piante grasse si sono perfettamente adattate agli ambienti più difficili, a volte ostili alla vita di qualunque essere. Si concentrano maggiormente fra il 40° parallelo a nord e a sud dell'Equatore, ma possiamo trovarne fino a 56° di latitudine nord e a 50° di latitudine sud.
A grandi linee si possono suddividere questi habitat in quattro ambienti: pseudodesertico e subdesertico, della steppa e della prateria, montuoso, della foresta tropicale e subtropicale.
C’è chi definisce queste piante “un miracolo naturale di piccole sculture vegetali, spinose ma dal cuore tenero”. Il loro mondo multiforme e multicolore ha suscitato l'interesse di molti di noi, tanto da coniare la parola “cactofilia”, che non è una malattia, bensì il termine che indica la passione per i cactus e per tutte le piante grasse.
Una passione destinata a durare negli anni, che non ha mai avuto età e così presente da poterlo definire: “una spina nel cuore”. Questi vegetali delicati ma resistenti, pur appartenendo a differenti famiglie botaniche, hanno in comune l'adattamento ad ambienti climatici aridi. Infatti, la maggior parte di loro ha foglie e fusti adatti a immagazzinare acqua per sopravvivere a lunghi periodi di siccità.
Spesso si usa distinguerle fra cactacee e succulente non cactacee, per indicare da un lato quelle appartenenti alla famiglia dei cactus e dall'altro tutte le altre.
E tra le numerosissime varietà, le più comunemente coltivate in appartamento sono le Cactaceae, Euphorbiaceae, Liliaceae, Crassulaceae, Apocinaceae, Agavaceae, Aizoaceae, Portulacaceae, tipiche di territori ad aridità non troppo prolungata, in grado di sopravvivere nei periodi secchi fino ad avvizzire o far cadere le foglie come ultima difesa.
Gli elementi che determinano lo sviluppo delle piante grasse sono il calore, l’acqua, la luce, il nutrimento, fra loro strettamente interdipendenti, nel senso che se uno di essi aumenta devono aumentare, anche gli altri. E le istruzioni per curare bene le piante grasse sono più semplici di quello che si pensa.
Se è inverno o la temperatura notturna scende sotto i 10° gradi, è meglio tenere la pianta al coperto nel punto più luminoso della casa, quindi vicino a una finestra. Durante questo periodo la succulenta è in uno stadio di riposo vegetativo (quiescente) e non va innaffiata, a meno che non cominci a sgonfiarsi. Nella bella stagione, invece le piante grasse vanno messo all’aperto, al sole su un balcone e si deve procedere con delle annaffiature abbastanza regolari, la cui periodicità dipende da quanto velocemente il terriccio si asciuga. Quando, infatti, il loro terreno in superficie è completamente asciutto bisogna annaffiarle fino a far fuoriuscire l’acqua dai fori del vaso.