La famiglia riunita, i tortellini in brodo, il cappone ripieno, il panettone, lo spumante, la tombolata con i fagioli secchi come segna numeri… La tradizione che si ripete ogni anno, sempre uguale a sé stessa, ma che va bene così perché il Natale che più ci piace è proprio questo: il Natale tradizionale.
In molte case anche l’allestimento della tavola natalizia segue la tradizione. Puntualmente, qualche giorno prima della Vigilia si sale in soffitta, si apre il vecchio baule della bisnonna e si tira fuori la stessa delicata tovaglia di lino bianca usata a Natale da decenni e passata di mano in mano, di generazione in generazione.
A volte, però, si preferisce non utilizzare questi vecchi tessuti delicati per paura di sporcarli e di non riuscire più a rimediare. Un vero peccato: sia perché lo stile vintage è di gran moda, sia perché sfoggiare questi antichi manufatti bianchi è come raccontare un pezzo di storia della nostra famiglia, il nostro “Lessico famigliare”. Ecco, allora, una mini guida da seguire passo dopo passo per riportare al massimo splendore i vecchi tessuti dopo che sono stati chiusi in soffitta per mesi, e dopo le feste, per poterli riporre puliti e perfetti, pronti per la prossima occasione.
Come lavare
Se quest’anno abbiamo deciso di sfoggiare questi preziosi tessuti bianchi, dobbiamo mettere in conto che si sporcheranno. Ma cerchiamo di non rovinarci la festa preoccupandocene eccessivamente: perché la buona notizia è che si possono pulire perfettamente. L’ importante è non far passare troppo tempo prima di lavarli.
Le lavatrici d’oggi hanno programmi differenziati che permettono di eliminare ogni tipo di macchia anche dai capi delicati. Da questo punto di vista siamo molto più fortunate delle nostre bisnonne!
Le fibre naturali vegetali, come il lino e il cotone, sopportano lavaggi ad alte temperature, ma vengono ancora più pulite se lasciate prima in ammollo in acqua fredda e detersivo per alcune ore e poi risciacquate. Mentre vi suggeriamo, per le tovaglie bianche più preziose, quelle con applicazioni in pizzo o merletto, quelle antiche, in organza e mussola, di metterle in lavatrice chiuse in una federa (o nelle apposite retine che si trovano in commercio), in modo che il tessuto sia ben protetto. In ogni caso la centrifuga va regolata sempre in modo leggero.
Come stendere
Un minimo di accortezza va utilizzata anche quando stendiamo queste tovaglie: non strizziamole mai, soprattutto dove ci sono pizzi o ricami.
Come stirare
I tessuti di lino o di cotone, che sono i più pratici, si stirano a temperature piuttosto elevate. Più attenzione bisogna riservare ai tessuti ricamati. Esistono alcune regole da seguire per mantenere questi tessuti morbidi senza rovinare i ricami: innanzitutto bisogna stendere un mollettone o un asciugamano non ricamato sull’asse da stiro; poi si procede alla stiratura posizionando la tovaglia dalla parte opposta al ricamo; per evitare deformazioni, quando dobbiamo stirare la parte ricamata o quella in pizzo, un consiglio valido è di puntare con degli spilli la stoffa al mollettone e poi passarci sopra delicatamente il ferro. A stiratura terminata conviene aspettare prima di piegare la tovaglia: meglio appoggiarla su una superficie piana (letto o tavolo) per evitare che l’immediata piegatura lasci l’impronta del ricamo sulla stoffa.
Come piegare
Questi tessuti preziosi vanno piegati senza passare il ferro sulle pieghe.
Per piegare bene una tovaglia rotonda è preferibile evitare la piegatura a spicchi perché si creerebbe al centro un antiestetico rilievo, ma bisogna portare i bordi verso il centro e formare un quadrato che andrà ripiegato a metà e poi ancora a metà. Più facile piegare una tovaglia rettangolare: basta piegarla a metà sovrapponendo i due lati più corti.