Profumo di... seconda puntata
I profumi di una volta
Casa dolce casa: i profumi del cuore
Continua l’esplorazione di Desiderimagazine.it, alla scoperta dei profumi delle nostre radici. Oggi parliamo dei profumi familiari che arrivano dritti al cuore e a volte ci fanno tornare un po’ bambini.
Quando da piccoli tornavamo da scuola, aprendo la porta d’ingresso -ma prima ancora- ci chiedevamo “cosa ci sarà di buono da mangiare”? Ogni cucina, in ogni regione italiana offriva prontamente la sua personale risposta: gli scolari lombardi anche da adulti sanno riconoscere il profumo del soffritto delicato di un risotto in fase di preparazione che è certamente diverso dal soffritto più “verace” delle case emiliane dedite ad un succulento ragù. Il Meridione è genuino, mediterraneo e salutista. Da sempre l’aroma del sugo di pomodoro, anche il più semplice fatto solo con pomodori freschi, basilico e olio d’oliva scandisce gli orari dei pranzi o delle cene.
Poi da bambini, subito dopo pranzo, facevamo una capatina in cortile e prima di uscire sentivamo l’irresistibile aroma del caffè. Quello buono, quello “tanto”, quello diverso dal bar. L’inconfondibile profumo della moka e l’Omino Bialetti, tutto nero con i baffoni, sicuramente il caffè lo preparava lui personalmente. Come faceva a farlo in tutte le case italiane?
Misteri irrisolti di ogni mente bambina.
E a proposito di misteri… chissà perché quando si andava a casa dei nonni che ci lasciavano rovistare negli armadi, alla ricerca di merletti per le nostre bambole, usciva quello strano affascinante profumo? Usciva soltanto dai loro armadi… “canfora”, la chiamavano. Da quello si capiva che quegli armadi erano quelli che non si aprivano così spesso. Quelli che contenevano i segreti più preziosi.
Poi d’estate in vacanza, a Natale in montagna si usciva un po’ di più, sempre accompagnati, però! Negli Anni Settanta, arriva il profumo della Polaroid. Puntualmente regalata per Natale era, assieme alla Pianola Bontempi e al Cicciobello, un autentico sballo! Scattavi la foto e usciva da sola. Attenzione però, prima, la foto bisognava lasciarla asciugare. E quello che non si dimentica non è propriamente il profumo ma l’acre odore della pellicola fresca. Dura per anni (l’odore…).
Anche il Cicciobello, la bambola più strapazzata da generazioni di bambine aveva un suo profumo. L’odore era dolce e buono, vagamente di vaniglia... anche a causa del borotalco che si gettava a fiotti sul povero piccolo. Era la nostra bambola, noi giocavamo a fare le mamme e “ Lui” ne aveva assoluto bisogno, del borotalco.
Odori e profumi. Cose di casa, ricordi di bambini. Alla sera si andava a dormire presto, subito dopo Carosello... ecco il profumo più amato: quello del bucato fresco e pulito, delle lenzuola appena cambiate. Quando si andava a dormire dai nonni… allora sì! Erano bianchissime quelle lenzuola, tutte di lino e fragranti.
Anche la nonna era tutta bianca… i suoi capelli bianchi raccolti brillavano al sole mentre stendeva il bucato. Non era tanto alta e quando stendeva le lenzuola si alzava sulla punta dei piedi. Amava un sacco quelle camicie di seta bianche delicatissime, quasi trasparenti che però a sentir lei non facevano mai… Strap!
Se ti è piaciuto questo articolo, potrebbe piacerti anche:
Profumo di...